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l'OspedaleSono cinquant’anni tondi. Mezzo secolo vissuto aspettando che la struttura eretta in via Costa, e dotata finanche di un parcheggio, diventasse davvero un ospedale. Ma finora al ”Padre Pio” di San Bartolomeo in Galdo, frettolosamente battezzato prima di vedere davvero la luce, i fortorini hanno potuto solo sottoporsi ad analisi cliniche e a radiografie. 

 

 

Ce n’è abbastanza per protestare fino a perdere la voce, ed è esattamente quello che giovedì 2 ottobre hanno intenzione di fare l’amministrazione guidata da Donato Agostinelli, e tutti i cittadini. «Il sindaco e il Consiglio comunale – si legge nel volantino distribuito nei giorni scorsi – invitano la popolazione alla ”Giornata della Memoria” in occasione del 50° anniversario dell’Ospedale Padre Pio». L’appuntamento è alle 11.30 in via Costa; a riprendere la la rabbia dei fortorini ci saranno le telecamere di Rai 1, e ieri anche Canale 5 ha dedicato un servizio a questa clamorosa incompiuta. Ma l’auspicio di tutti è che, dopo i riflettori, arrivino i fatti concreti, come spiega Agostinelli in un accorato appello: «Siamo stanchi! Ormai sono cinquant’anni. Ogni volta che l’apertura sembra imminente ci si accorge che manca qualcosa. Io sono stato sempre paziente e fiducioso ed ho creduto nell’ultima riorganizzazione che prevede i famosi 118 posti letto. Dico di più: ho sempre cercato di diffondere fiducia tra la gente che rappresento, avallando e garantendo io stesso per quella scelta. Fino ad oggi, però, ancora non vediamo risultati concreto; sono due anni che aspettiamo l’apertura del Pronto soccorso attivo territoriale, ed invece l’ambulanza col medico deve arrivare ancora da Foiano o Ginestra: è inaccettabile. Quanto poi all’apertura della vera e propria struttura ospedaliera, a breve è prevista l’ultimazione dei lavori e la fornitura delle attrezzature. Allora, conoscendo i tempi delle procedure amministrative italiane, mi chiedo: è pronto il bando per la struttura pubblico- privata? Per quanto di competenza pubblica è già pronto il personale da impegnare? C’è copertura finanziaria? Questi – conclude il sindaco – sono interrogativi che pongo a nome del popolo di San Bartolomeo, che è stanco di aspettare e chiede certezze. Almeno una volta nella vergognosa storia di questi 50 anni si abbia il coraggio di dire la verità! Il timore è che, anche questa volta, ultimati i lavori, saremo costretti ad assistere all’ennesimo deperimento delle attrezzature e della struttura. Chiediamo a tutti gli organi competenti di intervenire affinché questo non avvenga; chiediamo di mantenere le promesse: non quelle di 50 anni fa, che siamo pronti anche a dimenticare, ma almeno quelle fatte dal 2003 ad oggi». m.s.p.

 

da "IL MATTINO" del 30/09/08 di m.s.p.