Puoi leggerlo in circa 2 minuti :::

Con delibera di giunta dello scorso febbraio, l’amministrazione comunale ha avviato la procedura per il recupero crediti nei confronti dell’ATI costituita da Cooperative Sociali Laborem Exercens ed Helios per la gestione della casa di riposo.

Il provvedimento si è reso necessario in quanto, e come si evince dal deliberato, il comune, proprietario dell’immobile adibito a casa di riposo per anziani, situato lungo la provinciale in località Ponte Capuano, aveva concesso, nel 99, la gestione all’ATI che a sua volta avrebbe dovuto rispettare alcuni impegni economici previsti nel contratto.

Secondo gli obblighi sottoscritti nella concessione con l’articolo 6 veniva stabilito che l’Ati avrebbe dovuto versare un canone annuo per comodato d’uso e per la gestione della struttura e per i primi dieci anni pari a 6.197,48 euro, con un aumento a partire dall’undicesimo anno in poi pari a 7.746,00 euro. L’Ati non ha provveduto al pagamento dei canoni stabiliti e maturati poi negli anni per un presunto importo di 90.000,00 euro.

Per questi motivi l’amministrazione comunale ha ritenuto necessario avviare la procedura per recuperare i canoni con conseguente risoluzione del contratto di concessione. L’incarico è stato affidato all’avvocato Gabriella Pepe da San Bartolomeo in Galdo. Il mancato versamento del canone, pare sia avvenuto perché la cooperativa avrebbe dovuto eseguire lavori di ultimazione e adeguamento delle strutture interne, la cui spesa si sarebbe dovuta scomputare dal canone annuo. Quindi la vicenda avrà i suoi risvolti chiarificatori. La casa di riposo, o Centro Geriatrico, sin dalla sua istituzione ha risolto numerosi problemi derivanti dalla forte emigrazione cui tante famiglie sono state assoggettate. Da circa venti anni infatti sono aumentati gli anziani costretti a vivere soli ma che grazie all’ospitalità, dietro pagamento, presso il centro geriatrico, sono riusciti a trovare assistenza adeguata e compagnia, grazie alla qualificata e professionale prestazione fruita dal personale d’istanza al centro, che trattano gli anziani ospiti con cura ed affetto, instaurando con loro un rapporto familiare. Viene garantita la presenza medica frequentemente e anche da un punto di vista religioso i cari nonni possono contare sul conforto spirituale dei sacerdoti presenti. Spesso anche le associazioni locali di volontariato organizzano feste e tombolate per rendere più vivibile il soggiorno degli anziani ospiti. E tutti questi fattori hanno contribuito al forte aumento della domanda da parte delle famiglie, ma che l’attuale struttura, per ragioni di spazio, non riesce a soddisfare costringendo molte famiglie a far ricorso a strutture limitrofe come quella di Volturara Appula.

Il centro geriatrico di San Bartolomeo è riuscito contrastare casi, per fortuna limitati, di anziani soli, non autosufficienti e indifesi, spesso lasciati nelle mani di persone ciniche e violente, una realtà orribile che fortunatamente da queste parti non ha ancora attecchito.

Celestino Agostinelli