l'OspedaleIeri la manifestazione a San Bartolomeo in Galdo per ricordare la posa della prima pietra. Luca Colasanto: «Questo nosocomio non vedrà mai la luce» Don Franco Iampietro: «Abbiamo ancora speranza»…

 “Vergogna!”. 

Indignazione, rabbia, incredulità, sfiducia. 
Un calvario. Benevento – San Bartolomeo in Galdo: un percorso ad ostacoli e… un ospedale. Lo stesso ospedale che da 50 anni la gente del Fortore attende. La gente del Fortore esausta ci racconta le sue storie.

“Siamo stanchi. Siamo i bambini di 50 anni fa che hanno assistito alla posa della prima pietra di un nosocomio che ancora attende la luce”. 

 

Donne, uomini e bambini sono lì. Ma sono in pochi. Troppe promesse? Troppi annunci in vista di tornate elettorali? La gente chiede non passerelle ma impegno concreto. 
Presenti commercianti convocati con lettera per l’occasione dal primo cittadino di San Bartolomeo in Galdo Donato Agostinelli, insegnanti, alunni che un giorno vorrebbero raccontare un’altra storia. Vorrebbero aprire un’altra pagina. E dire stop ad un copione che si ripete, continua a ripetersi fino alla nausea. 
“1958 – 2008, mezzo secolo di vergogna. Il sindaco e il Consiglio invitano la cittadinanza a partecipare alla manifestazione”. 
Evento mediatico Rai. 
“Mostriamo al mondo la nostra rabbia e indignazione”. 
Un manifesto che campeggia. Porta la firma dell’Amministrazione comunale. 
Ma… tra la gente c’è rabbia anche per questo. Vogliono ascoltare cosa si dice per l’ennesima volta. 
C’è tensione e voglia di dire: basta. 
Il sindaco attende la Rai. Che si fa attendere. Chiaro: con una strada così? Dalle ore 11.00 giunge alle 13.00 circa. Si sollevano i cartelli, si ‘sparano’ in alto locandine della ‘vergogna’. Una bimba viene soccorsa dal medico (Giovanni Buccione) che tranquillizza: è solo un lieve malore. Più in là, in mezzo alla gente, il deputato regionale Luca Colasanto insieme al parrocco Don Franco Iampietro da sempre in fila a difesa di questa gente.
Arriva la Rai. C’è la calca. 
Donato Agonistelli ai microfoni dell’emittente televisiva si sfoga: “Io non faccio altro che testimoniare la rabbia e la delusione del popolo che rappresento. Siamo stanchi. Sono ormai due anni che aspettiamo l’apertura del pronto soccorso attivo territoriale e l’ambulanza col medico deve arrivare ancora da Foiano Valfortore o da Ginestra degli Schiavoni”. 
E qualcuno, o meglio più di uno dice: “Ma lui prima dove era?”. 
“Prima mangia cappuccetto rosso… poi grida al lupo al lupo”. 
Ugo Martini un pensionato del luogo attacca senza mezzi termini: “Altro che elogi da una parte. O critiche di partiti politici al sindaco e a tutta l’amministrazione comunale. Se tutte le amministrazioni degli ultimi 40 anni sono responsabili di questo scandalo nazionale gli attuali amministratori hanno la faccia di bronzo. Ancora una volta la cittadinanza indignata grida vergogna nei loro confronti ed in particolare nei confronti del sindaco perché ha avuto anche responsabilità alla Provincia di Benevento (presidente del Consiglio, ndr). La Provincia e anche la Regione Campania non hanno mai dimostrato il benché minimo interesse per gli abitanti di San Bartolomeo, Comuni tra i più lontani e ubicato in una zona infelice sotto ogni punto di vista. Noi non chiediamo la luna nel pozzo, ossia un ospedale per fare trapianti di organi umani ma servizi semplici e utili, quali ad esempio Ecocardiogramma, Ecodoppler o mammografia…; invece siamo condannati ad andare a Campobasso o a Foggia, per cui oltre al disagio c’è da considerare il costo. Dopo cinquant’anni e tantissimi soldi spesi chiediamo troppo, se questo benedetto ospedale comincia a funzionare senza dimenticare medici e personale ospedaliero? Tutto ciò potrebbe essere anche motivo in più per non abbandonare il paese che sta morendo, e contemporaneamente il maggior afflusso di pazienti forestieri garantirebbe a sua volta l’incremento di ulteriori prestazioni sanitarie”. 
Il vaso è stracolmo. 
A contribuire a rompere l’incantesimo della manifestazione ci pensa il Popolo della Libertà che in un documento alza il tiro e sintetizza così: “Non celebrate indegnamente la memoria degli altri. Piuttosto revocate la vostra frutto di 50 anni di incapacità politica. Volete l’ospedale a San Bartolomeo in Galdo e non vi preoccupate o forse non sapete che il vostro centrosinistra lo ha cancellato dal Piano ospedaliero regionale. Vergognatevi”. 
“Vergogna” per un ospedale ‘cancellato’, “vergogna” per un Pronto soccorso attivo territoriale che ha la tabella indicativa ma è per ora chimera. 
“Vergogna” per quella gente così lontana dal centro, così isolata, che continua… il suo calvario. 
“Vergogna” per quella gente che continua a morire. 
Ma che priva di forza per un grido strozzato non perde la speranza. Vorrebbe, nonostante tutto, dire un giorno: questa volta ce l’abbiamo fatta.

da "IL SANNIO" del 3/10/08