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Suor Edvige vive a San Bartolomeo in Galdo, all’Istituto del Calvario.

Mi accoglie nella Chiesa architettonicamente bella del Calvario. Con commovente bontà, mi tiene la mano nelle sue minute e delicatissime, osservo i suoi occhi sorridenti e sempre vivaci, l’aria giovanile nonostante i 103 anni, mi viene così da pensare che la vecchiaia quando è vissuta con tanto ottimismo e tanto amore non è una ‘malattia’. Ho parlato con lei per ore e ho scoperto in lei un’autentica sorgente di rimedi e consigli che distribuisce con generosità e semplicità. Suor Edvige è religiosa delle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida da Touret dal 1921, impegnata in passato in attività quali maestra di ricamo e cucito, educatrice dei bambini, ha visitato gli ammalati, ha rincuorato i bisognosi, ha annunciato la buona novella di Gesù, ha portato l’amore ovunque, quell’amore che, come dice lei, cambia ogni cosa. “La mia infanzia mi ha indicato la via della felicità” così dice con una dolcezza infinita, e chi vede il sorriso che le illumina il volto non ne può certo dubitare. Maria Scarapicchio è nata a Roccasecca in provincia di Frosinone il 31 luglio del 1900 il suo intento era di riuscire a realizzare il suo desiderio di sempre, venire in aiuto agli altri.Un bel giorno diventa Suor Edvige, quando pregava, quando chiedeva al cielo di darle la gioia, una voce misteriosa le rispondeva che la letizia l’avrebbe trovata solo nella vita monastica. Maria con gli occhi rivolti al cielo chiese “Signore cosa vuoi che io faccia?” e il Signore le disse “Seguimi”. “Contro la chiamata della vocazione non si può far nulla” dice lei, così bussa all’Istituto Reina Caeli delle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida di Touret di Napoli a 20 anni e un anno dopo veste l’abito di religiosa. “Era la scelta giusta” dice oggi a 103 anni, aveva pregato per trovare la felicità e l’ha trovata. È stata madre superiora in diversi Istituti delle Suore della Carità. Chi credesse che a 103 anni suor Edvige viva il crepuscolo della sua esistenza nel riposo e nella contemplazione, non crederebbe alle proprie orecchie se la sentisse descrivere la sua giornata. Si sveglia all’aurora e inizia con le lodi al Signore, poi mette ordine in casa e scende una lunga scalinata che la porta in Chiesa dove partecipa attivamente alla Santa Messa e ogni mattina riceve Gesù Eucaristico. Per suor Edvige è molto importante il “trovarsi a mensa davanti a un buon piatto di minestra fumante, perché è buffo e commovente insieme, i taciturni diventano espansivi e tutti vanno d’accordo, ecco perché Gesù le cose più belle le ha fatte a tavola”. Apparecchia la mensa, asciuga le posate, riassetta. È golosissima di dolci. A dormire non molto tardi dice lei “la mente e il corpo hanno bisogno del giusto riposo”. Quando il sole spumeggia nel cielo che si tinge di un tenue azzurro suor Edvige ama fare delle passeggiate nel bosco insieme a suor Paolina per deliziarsi degli odori e dei colori dei fiori. Poi le chiedo qual’è la relazione che ciascuno di noi deve avere con Gesù, lei mi risponde con un sorriso che parte dal profondo del cuore, quel sorriso che ha ridato speranza a molti “Se ti succede all’improvviso di sentirti soffocato, prigioniero, depresso…Che fai? Piangi? Rompi tutto? Ti mangi qualcuno? Perdi la testa? Ma io ti dico che star male non vuol dire niente. Perché anche se sei rifiutato, minacciato, odiato, diminuito, sventurato…C’è qualcuno lassù che sa quello che vali e quanto sei grande, e quello che più importa… Ti ama infinitamente.” Suor Edvige vive a San Bartolomeo in Galdo, all’Istituto del Calvario. Le Suore della Carità per tanti anni hanno diretto una scuola materna ed una di ricamo e cucito.