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l'Ospedale«Questa non vuole essere una passerella politica, ma un grido di indignazione per come siamo stati trattati in tanti anni da chi ha avuto in mano le sorti della sanità di San Bartolomeo, del suo ospedale e del Fortore». Il sindaco Donato Agostinelli, ha tenuto a ribadirlo forte e chiaro: la manifestazione di ieri mattina, ripresa dalla tv di Stato, non è stata un momento di ribalta mediatica ma l’esternazione dell’amarezza e del rancore di un popolo che per 50 anni ha atteso invano che l’ospedale iniziasse a funzionare.

 

Tanta la gente accorsa; ha funzionato, dunque, quel manifesto che in modo sarcastico, invitava i cittadini ad una “giornata della memoria” per ricordare l’avvio dei lavori per l’ospedale, avvenuto mezzo secolo or sono. «Mi dispiace – ha continuato il sindaco – che qualcuno abbia potuto immaginare che questa manifestazione sia una mossa pre-elettorale: chi lo sostiene si sbaglia di grosso perché la gente, quando si tocca l’ospedale, addita ogni politico di turno, passato, di destra e di sinistra quale responsabile di questa presa in giro. Speriamo solo che questa manifestazione e il veicolo televisivo possano scuotere ancor più le coscienze di coloro i quali sono intenzionati a ridurre ciò che, oltretutto, non c’è mai stato: il servizio ospedaliero locale». Tutti hanno voluto parlare per esprimere un totale dissenso su quanto è stato fatto e su quanto non è stato fatto. Tra loro tanti anziani: «Abbiamo visto apporre la prima pietra quando avevamo i calzoni corti e tanto stupore nel cuore. Oggi siamo ancora in questo luogo, malconci e vecchi, per ricordare un giorno lontano in cui riponemmo tante speranze per un futuro più roseo. Invece siamo qui a puntare il dito contro una politica bugiarda e traditrice». Il parroco don Franco Iampietro, dal canto suo, ha ribadito che i cittadini del Fortore hanno la sensazione di appartenere ad una terra matrigna che non riesce a garantire il necessario a quanti hanno bisogno di cure mediche e di emergenza sanitaria. Raffaele Iannelli, uno dei simboli dei movimenti popolari, si è poi soffermato sulle prese di posiziona da parte della Regione in materia di razionalizzazione del settore sanitario, paventando la possibilità che, a meno di un deciso intervento presso gli organi decisionali, il Fortore non ottenga neppure quel poco che è stato promesso, ossia il PSAUT, la riabilitazione e l’emodialisi. Tante le scolaresche presenti, ma più di tutti ha commosso l’intervento di Pasquale Giantomaso, che portava sul petto un cartello dove venivano additati tutti i responsabili di quelli che, per la popolazione, sono stati decenni di bugie: dai governatori della Regione Campania, agli amministratori e ai rappresentanti del Sannio in parlamento. «Ci affidiamo ancora una volta – recitava il cartello – alla sensibilità del presidente Giorgio Napolitiano». Poi Giantomaso è stato soccorso perché, preso da una forte emozione ha accusato un malore. Un momento di tensione che non ha comunque fatto alzare i toni: la manifestazione si è chiusa con serena compostezza e con la speranza che ora qualcosa si muova davvero.

 

da "IL MATTINO" del 3/10/08 di C.A.