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Passa il piano di dimensionamento scolastico nel Sannio e apriti cielo. Quello che resta comunque un dimensionamento bilanciato se si tiene conto che dovevano essere sedici e non dieci, secondo i parametri ministeriali, gli istituti sanniti accorpati, non è stato accettato di buon grado da diverse realtà territoriali, una su tutte S.Bartolomeo in Galdo che, con l’accorpamento del suo istituto superiore “Enrico Medi” al “Livatino” di S.Marco dei Cavoti (sarà quest’ultimo a mantenere la sede legale) si sente fortemente penalizzata.

Nei giorni scorsi il primo cittadino del maggior comune fortorino, Vincenzo Sangregorio, aveva proposto all’assessore provinciale Annachiara Palmieri una sorta di unione verticale con l’unione dell’istituto comprensivo “Leonardo Bianchi” che comprende le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di Baselice e S.Bartolomeo in Galdo, con il “Medi” che invece comprende lo scientifico, il professionale del commercio e la scuola agraria. Una proposta per tenere unito il sistema scolastico dell’Alto Fortore, già minacciato dalla crisi del trasporto pubblico (buon ultimo il taglio dell’Etac della corsa S.Bartolomeo in Galdo – Campobasso che ha scatenato la protesta dei cittadini: attivo il Forum Giovani che ha già messo in moto una raccolta firme). Niente di tutto questo, dalla Rocca dei Rettori si è deciso di accorpare S.Bartolmeo in Galdo a S.Marco dei Cavoti per un totale di 584 iscritti. Ma non è solo S.Bartolomeo a contestare i parametri del dimensionamento: tra gli istituti comprensivi salta anche Montefalcone Valfortore che verrà accorpata alla confinante S.Giorgio La Molara.

Non è certo un periodo felice per S.Bartolomeo in Galdo: Nella speciale graduatoria annuale Istat è risultato essere il comune sannita che ha subito il maggior abbandono di residenti. Ai drammatici fatti di cronaca (a Capodanno la morte di madre e figlia in un incidente stradale), gli accorpamenti svantaggiosi degli ambiti assistenziali B4 e B5, la questione riguardante le corse dell’Etac tra soppressioni e rimodulazioni ed ora arriva l’accorpamento del liceo “Medi”, tutto questo in poche settimane: “Ma stavolta non passa, questa è davvero la goccia che fa traboccare il vaso – ha tuonato il sindaco Sangregorio intervistato dal nostro portale – fino a pochi minuti fa sono stato in riunione con una folta delegazione di alunni e con il vicepreside dell’istituto. Inizialmente avevo io proposto di occupare simbolicamente il Ponte Sette Luci (che si trova all’ingresso di S.Bartolomeo), poi i ragazzi hanno dimostrato di essere più saggi: domani ci sarà un’assemblea straordinaria dove verrà invitata tutta la cittadinanza, in quella sede poi sceglieremo le forme di protesta più incisive”. I sanbartolomeani si sentono derubati, il loro primo cittadino si sente tradito e preso in giro: “Mi sono sentito costantemente con la Palmieri in questi giorni – ha puntualizzato – l’assessore conosceva chiaramente la mia posizione e mi ha più volte ribadito il suo apporto al riguardo. Poche settimane fa, mentre a Benevento e provincia gli istituti superiori erano occupati dagli studenti, lei e Cimitile sono giunti proprio al “Medi” per l’inaugurazione di una nuova ala del liceo scientifico ed in quell’occasione mi era stato ribadito l’impegno per S.Bartolomeo in Galdo che si trova in una posizione scomoda, dal punto di vista dei collegamenti, con il resto della provincia. Fino a cinque minuti prima dell’approvazione del Piano – ha poi detto Sangregorio – l’assessore provinciale mi aveva assicurato il suo appoggio sulla proposta di verticalizzazione che volevamo attuare con Baselice. Poi sappiamo tutti com’è andata a finire. Lei dice che era in minoranza, altri seduti su quel tavolo mi dicono di aver firmato il Piano così com’era inizialmente. Mi sento preso in giro da una non eletta, io, eletto dal mio popolo democraticamente e non intendo prendere lezioni da una persona che questo territorio neppure lo conosce”. Sangregorio non è il solo ad essere arrabbiato: “Anche il sindaco di Baselice, Canonico, la pensa come me. Noi non abbiamo niente a che vedere dal punto di vista territoriale con S.Marco dei Cavoti e credo che lo stesso valga per loro: non voglio scatenare una guerra tra poveri, ma è giusto dirsi tutto ora”. Il primo cittadino sanbartolomeano ha paura di una maggiore dispersione degli alunni: “Perdiamo la segreteria, i collegi ed i consigli si terranno a S.Marco dei Cavoti, il dirigente scolastico qui non verrà mai. Diventiamo così un istituto decentrato senza più ruolo e questo contribuirà a disperdere ulteriormente i nostri alunni. Ci stanno togliendo tutto, anche i pullman, non si sta facendo una solo operazione a favore di questo territorio”. Il malumore del sindaco è amplificato nel comune sannita. I cittadini non si sentono tutelati, politicamente parlando: “Non è solo una questione politica – ha aggiunto Sangregorio – la verità è che si vuole salvaguardare la dirigenza a S.Marco dei Cavoti”. E rispunta l’ipotesi Molise: “Io ci riproverò e chiederò il via libera al prossimo consiglio comunale – ha tuonato il sindaco – è un iter complicatissimo ma voglio andare fino in fondo”.

fonte: il Quaderno