Via libera al conto consuntivo. La giunta comunale di San Bartolomeo in Galdo ha approvato il rendiconto della gestione dell’esercizio finanziario del 2012. Un conto che ha risentito dell’eccessiva rigidità posta in essere delle normative statali e regionali. Una rigidità che non ha consentito alcuna possibilità di manovra da parte dell’amministrazione.

Nella relazione si mette in evidenza come i tagli ai trasferimenti statali e regionali hanno comportato un aumento delle tasse e dei tributi comunali quali l’Imu, e l’addizionale Iprpef. “Come già ampiamente anticipato e previsto nella relazione al conto dell’anno 2011, – si legge nella relazione presentata dal responsabile del settore economico finanziario – le possibilità di manovra tese essenzialmente a ridurre la spesa corrente attraverso economie di gestione, nel corso dell’anno 2012 si sono ulteriormente assottigliate. Anzi hanno raggiunto una entità tale da non consentire ulteriori economie sul fronte della spesa, se non attraverso il taglio di servizi ritenuti essenziali messi a disposizione della cittadinanza.

Per tutti si pensi al servizio circolare-navetta, prorogato per il solo mese di dicembre 2012, e di fatto sospeso sine die a partire dal 2013, oppure al servizio trasporto alunni, che al momento sembrerebbe a rischio copertura finanziaria”. Margini di manovra quasi inesistenti anche sul fronte della spesa per il personale. L’amministrazione non è potuta intervenire sulla razionalizzazione della spesa per quanto riguarda i dipendenti per evitare di esporre l’ente ad un ulteriore contezioso. Un settore, quello dei dipendenti che è stato “oggetto di particolare attenzione da parte di questa amministrazione, sia come rilevante voce di spesa (spropositata e più che proporzionale rispetto alle altre voci di spesa) sia come risorsa che avrebbe potuto fare la differenza, se sufficientemente motivata. Sul fronte del personale, nella relazione si ammette sostanzialmente un risultato disastroso da parte dell’amministrazione nel 2012. Comunque, affermano gli amministratori, c’è stato negli ultimi anni un impegno nella riduzione del personale. Infatti si è passati da 36 unità nel 2009, anno di insediamento dell’amministrazione, a 26 nel 2012. Sul fronte delle spese, quindi, vi è stata una possibilità di intervento pressoché inesistente, se si considerano alcune fondamentali voci di spesa, oltre a quelle ovviamente del personale, predeterminate e indipendenti dalla volontà dell’attuale amministrazione. Contenzioso, spese di funzionamento, servizi minimi essenziali e rimborso delle rate dei mutui, riguardo alle quali solo un sesto della spese in conto capitale è riconducibili alla giunta Sangregorio. Nel resoconto si mette in evidenza la mancata incisività nell’azione amministrativa da parte del personale dell’ente. con molteplici conseguenze negative nella gestione economica -finanziario. Tra i più rilevanti c’è il mancato conseguimento del saldo obiettivo pari 163 mila euro imposto dalla normativa sul patto di stabilità interno, chiudendo con un saldo finanziario negativo di 253 mila euro. Una cattiva gestione del passato che ha finito per incidere sul presente, portando a determinare un saldo obiettivo positivo di tale grandezza. Tale risultato naturalmente, si afferma nella relazione, inciderà negativamente sul 2013, in quanto l’entità della sanzione consisterà in una riduzione ulteriore dei trasferimenti pari all’entità dello sforamento.

Fonte: Ottopagine