E’ nato ufficialmente il nuovo ambito sociale territoriale del Fortore e dell’Alto Tammaro. Mercoledì pomeriggio il coordinamento istituzionale ha approvato lo schema di convezione che regolerà i rapporti tra i comuni per la progettazione e la realizzazione dei servizi sociali sul territorio.

Un rapporto tra i comuni fortorini e del Tammaro nato sotto una cattiva stella secondo qualcuno. E anche mercoledì si è consumato l’ennesimo scontro e l’ennesima spaccatura tra gli amministratori. Che il clima non sarebbe stato sereno si è capito sin dalle prime battute, quando il sindaco di Castelfranco in Miscano, Pio Antonio Morcone, ha sollevato i dubbi di legittimità sui tempi di convocazione del coordinamento istituzionale e della trasmissione degli atti ai comuni interessati. Pio Morcone, anche a nome dei comuni di Ginestra, Molinara, Montefalcone di Valfortore e San Bartolomeo in Galdo, ha chiesto che l’incontro fosse rinviato per dare la possibilità alle amministrazioni da lui rappresentate la possibilità di approfondire meglio gli atti oggetti della discussione al fine di contribuire in maniera più incisiva alla redazione finale della convenzione. Proposta respinta dall’assemblea presieduta dal sindaco di Morcone (ente capofila nella fase transitoria) Costantino Fortunato. La richiesta di rimandare il coordinamento istituzionale di qualche giorno sarebbe servito, attraverso il tavolo di lavoro costituito all’indomani dell’incontro di San Bartolomeo in Galdo del 28 dicembre scorso, dove si consumò la prima frattura tra i due blocchi (ex B4 e ex B5), per riavvicinare le parti e preparare le basi per il nuovo ambito, per trovare una soluzione al nodo principale delle divergenze tra le due aree: il personale. L’oggetto del contendere, infatti, come ricordato anche alcuni giorni fa da Ottopagine, sono i contratti dei dipendenti in forza all’ex ambito B4. Personale che ha un contratto con scadenza al 31 dicembre 2015. I comuni dell’ex B5 chiedono l’azzeramento di tutti i contratti in essere, visto che il rapporto con i dipendenti dell’ambito dell’ex ambito fortorino si chiuderanno tutti il 30 giugno prossimo, quando terminerà la fase transitoria e inizierà l’attività il nuovo ambito. Un problema facilmente superabile e che non crea ostacoli alla nascita del nuovo soggetto che dovrà gestire i servizi sociali del territorio, secondo Giorgio Nista, sindaco di Colle Sannita. “Continuo a non capire dove sta il problema” sostiene Nista. Per Pio Antonio Morcone ed altri amministratori, invece le situazioni in essere vanno azzerate poiché al momento non c’è la certezza della copertura finanziaria. Cosa che Giorgio Nista non condivide. “La certezza della copertura – afferma il sindaco di Colle Sannita – viene dalla storicità dei servizi sociali. Per riguarda la necessità di confermare i contratti dei dipendenti dell’ex B4 deriva dal fatto che essi possono garantire la professionalità, finora dimostrata attraverso un ottimo lavoro che viene da dieci anni di esperienza e di conoscenza del territorio. Questo vale anche per il personale dell’ex B5. Da parte nostra non c’è nessuna preclusione ad inserire nel nuovo ambito i dipendenti dell’ex ambito fortorino. D’altronde rientrerebbero senza alcun problema nella quota del 10% dei fondi destinati al personale. Anche perché il B4 ha adottato alcune misure che hanno portato dall’8% della spesa per il personale al 6/7%”. Per Nista dunque, la questione del personale non rappresenta nessun ostacolo alla nascita del nuovo ambito sociale denominato B5. La convenzione è stata approvata con 13 voti a favore (Morcone, Baselice, Campolattaro, Castelpagano, Circello, Colle Sannita, Foiano Val Fortore, Fragneto L’Abate, Fragneto Monforte, Reino, Santa Croce del Sannio, San Giorgio La Molara e Sassinoro), 2 contrari (Castelfranco in Miscano e Casalduni). Sette i comuni assenti Castelvetere, Ginestra degli Schiavoni, Molinara, Montefalcone Valfortore, Pontelandolfo (comune commissariato), San Bartolomeo e San Marco dei Cavoti, il sindaco Cocca ha abbandonato l’aula dell’assemblea dopo un duro scontro con Giorgio Nista.

Nasce così il nuovo ambito che però avrà vita dura. Infatti il sindaco di Castelfranco in Miscano Pio Morcone ha annunciato, anche a nome di altri comuni da lui rappresentati, che non avrebbero ratificato nel consiglio la convenzione che avrebbero perseguito tutte le strade, anche quelle giudiziarie, per evitare la nascita del nuovo soggetto che, secondo la loro opinione, non rispetta le norme e le linee dettate dal legislatore. Pio Antonio Morcone entrando nel merito della discussione sulla convenzione, ha contestato fortemente gli articoli 12 e 13 che appunto si occupano del personale e del coordinatore dell’Ufficio di Piano. Ufficio di Piano che resterà a Morcone, anche se Si prevedono degli uffici distaccati in altri comuni del comprensorio. Morcone sarà anche ente capofila. Nista prova a buttare acqua sul fuoco, dicendosi pronto a discutere ancora sulla convenzione ma la partita resta ancora difficile anche se, ancora una volta, i comuni del Tammaro, con l’appoggio di alcune amministrazioni fortorine, hanno dimostrato compattezza e unità d’intenti.

Fonte: Ottopagine