L’inizio ufficiale si ha la domenica antecedente, quando il parroco don Franco Iampietro benedice gli infioratori. I grandi lavori sulle strade cominciano il venerdì notte per proseguire incessantemente fino a pochi minuti prima dell’inizio della processione.

 

Una grande festa che coinvolge bambini e adulti. I decoratori, veri e propri artisti di strada, confezionano centinaia di metri di tappeti e quadri floreali con motivi religiosi. Negli ultimi anni hanno fatto la loro comparsa, residui di caffè, trucioli, segatura e sementi quali il grano.
Non ha origini antiche l’infiorata sanbartolomeana, sono circa cinque anni che è stata istituzionalizzata. Se la memoria non m’inganna, qualche anno fa, gli unici che si dilettavano in composizioni artistiche erano il gruppo che innalzava la cappellina per il Santissimo di fronte il Calvario, per le vie del borgo invece gli addobbi consistevano nell’esporre la coperta più bella al proprio balcone.

Il miracolo dell’Infiorata non sta tanto nella bontà delle decorazioni, che indubbiamente nulla hanno da invidiare a infiorate con più storia come Genzano e Spello, ma nell’aggregare la popolazione del borgo, che con lena lavora per giorni, spalla a spalla. L’infiorata sanbartolomeana è in primis un’opera di fede e in secundis un’opera d’arte, richiede coordinamento, lavoro di squadra e dedizione, che in una popolazione con spiccato senso dell’individualità, più che una rarità è un unicum.
Il merito della manifestazione va ascritto al reverendo Iampietro, che incentivandola ha cercato di instillare nel popolo sanbartolomeano quel senso di comunità che a volte sembra latitare.

Quando tutto è pronto comincia la processione, che si snoda sul lunghissimo tappeto floreale.
Di gran lunga è la processione più importante dell’anno, partecipano tutte le associazioni di fedeli e non presenti nel borgo, oltre alla Confraternita della SS. Immacolata Concezione e alle autorità civili e militari. Lungo il percorso i fedeli hanno innalzato ben sette cappelline, ove il SS. Sacramento viene poggiato per una breve preghiera comunitaria, al termine della quale vengono sparati dei brevi fuochi d’artificio della Premiata Ditta Colarusso. Gli ultimi metri vengono percorsi in un tripudio di petali che vengono lanciati dal campanile e la Banda Iris che li scandisce musicalmente.
Quest’anno la manifestazione, grazie alla Pro Loco e al suo Presidente Carmine De Masi è stata seguita dall’emittente TV7 di Benevento. Numerosi sono stati i forestieri, alcuni anche dalla Basilicata.
Un grazie da parte nostra va agli infioratori e a tutti coloro che si sono prodigati per la riuscita della manifestazione.

L’infiorata di sbig è meraviglia d’Italia

Fotografia: Salvatore Picciuto