Nato a San Bartolomeo in Galdo il 26 luglio 1920, è stato insigne giornalista – a capo per due decenni della redazione foggiana de’ Il Corriere del Mezzogiorno’ – scrittore e sceneggiatore.Quest’ ultima ‘passione’ la abbracciò dopo aver intessuto, nei lontani anni ’70, rapporti di amicizia con Cesare Zavattini. Nelle piazze del Sud 1946-1969 fu uno dei suoi libri più noti,ma sono da rammentare anche le pubblicazioni Bibbia nel sottosuolo, Vi racconto la Puglia, Padre Pio. Ed ancora la raccolta di racconti Dal Tavoliere al Gargano ed il lavoro teatrale Notturno a Montecitorio, pregiato di vari premi della critica specializzata.

La silloge L’altra riva – con la rara prefazione di Cesare Zavattini – ne palesò, poi, l’indole narrativa. Il 4 settembre 2006 fu l data del suo congedo pubblico. In quell’ occasione, la Provincia di Foggia volle omaggiarlo dedicandogli una giornata di studi – che ebbe come teatro Palazzo della Dogana – nel corso della quale furono letti vari passaggi poetici dell’ autore. In quel frangente, Lupo ebbe a dire ‘«Voi siete qui a ricordare la mia attività, la mia professione. Io sono qui a ricordarvi che sono stato un privilegiato, perché tale deve ritenersi chi ha sempre fatto il mestiere per cui è venuto al mondo».Parole di congedo dal pubblico, pregne di grande serenità ed appagamento interiore. 

Anacleto Lupo – Addio Dalla Gazzetta del mezzogiorno

Per oltre vent’anni a capo della redazione foggiana della «Gazzetta del Mezzogiorno», ma anche poeta, scrittore, quindi sceneggiatore (folgorazione, quest’ultima, che risale all’incontro con Cesare Zavattini avvenuto negli anni Settanta). Lupo era nato il 26 luglio 1920 a San Bartolomeo in Galdo (Benevento), la sua passione per il giornalismo era affiorata fin dall’adolescenza quando usava appuntare tutto su quei taccuni che poi sarebbero diventati il suo ferro del mestiere.E si chiama proprio Taccuino di un cronista. Nelle piazze del Sud 1946-1969 (edito dalla De Donato 1982) uno dei suoi libri più noti, vera e propria palestra per generazioni di giovani corrispondenti. Di lui si ricordano anche le pubblicazioni Bibbia nel sottosuolo, Vi racconto la Puglia, Padre Pio: da Pietrelcina al mondo intero, Giambattista Gifuni e Lucera del suo tempo, quindi la raccolta di racconti Dal Tavoliere al Gargano e il lavoro teatrale Notturno a Montecitorio che ha conquistato anche diversi premi della critica specializzata.Ma fu la silloge L’altra riva (Bastogi ed. 1974, con una pregevole e rarissima prefazione dell’amico Cesare Zavattini) a rivelarne l’indole narrativa: non solo efficacia e sintesi, ma soprattutto ironia e mestiere messi a disposizione «delle magie di cui è capace solo la parola» amava dire.

La Provincia di Foggia aveva reso omaggio ad Anacleto Lupo lo scorso 4 settembre 2006 con una intera giornata studi celebrata presso la Sala del Tribunale di Palazzo Dogana a Foggia. Nel corso della serata erano state lette alcune tra le poesie più recenti. Ma era stato lo stesso Lupo, allora ancora pienamente padrone di sé, a congedarsi pubblicamente dai suoi amici e dai suoi tanti lettori con queste parole: «Voi siete qui a ricordare la mia attività, la mia professione. Io sono qui a ricordarvi che sono stato un privilegiato, perché tale deve ritenersi chi ha sempre fatto il mestiere per cui è venuto al mondo».

Gazzetta del mezzogiorno sul Lupo