Un protocollo d’intesa per monitorare le attività di bonifica delle discariche. Giornata importante ieri in Prefettura, con il prefetto Paola Galeone che ha sottoscritto l’intesa con i sindaci di dieci comuni, destinatari delle risorse regionali per la riqualificazione ambientale delle discariche dismesse.

Nelle scorse settimana Palazzo Santa Lucia aveva concesso un finanziamento da hoc per ogni municipio. Coinvolte la fasce tricolori (o i loro delegati) dei comuni di Benevento, Airola, Buonalbergo, Morcone, Pietrelcina, San Bartolomeo in Galdo, Santa Croce del Sannio, Sant’Agata de’ Goti, Sassinoro e Solopaca. L’intento, come sottolineato a margine dell’appuntamento, è quello di «inquadrare in una cornice di riferimento chiara ed omogenea tutti gli interventi di bonifica, messa in sicurezza e caratterizzazione degli oltre duecento siti censiti nel piano regionale di bonifica». Secondo Galeone il documento «definisce forme avanzate di tutela da adottare in funzione di prevenzione antimafia e anticorruzione, nella considerazione che le previste opere di risanamento ambientale faranno concentrare risorse economiche di notevole entità accrescendo il rischio di fenomeni corruttivi o di infiltrazione criminale». Al fine dunque di prevenire inquinamenti di natura non ambientale, ma burocratica, si è arrivati alla sottoscrizione del protocollo. Per seguire passo dopo passo ogni procedura prevista: dalla progettazione dell’opera alla scelta del contraente, all’aggiudicazione dell’appalto fino alla sua esecuzione e conclusione, passando ovviamente per un monitoraggio costante. «Non vogliamo che un’iniziativa di recupero del territorio possa trasformarsi in un’ulteriore occasione di guadagno per gli stessi autori del disastro ambientale», il leit-motiv ascoltato ieri mattina a Palazzo di governo. Dal canto loro, gli amministratori sanniti si sono impegnati a dare seguito con puntualità a tutti gli adempimenti previsti, a cominciare dall’utilizzo della piattaforma informatica allestita ad hoc dalla Prefettura di Napoli, vera e propria “banca dati della legalità” che ha l’obiettivo di rendere trasparenti un numero sempre maggiore di informazioni al fine anche di favorire l’incrocio delle banche dati.

fonte: Ottopagine