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E’ di ieri mattina la notizia che annunciava la soppressione delle ore di specialistica ginecologica fruite presso il presidio sanitario di San Bartolomeo in Galdo.

Una notizia che ha fatto andare su tutte le furie lo stesso sindaco Gianfranco Marcasciano in quanto solo un mese fa presso la sede del distretto sanitario locale si era tenuto un incontro tra i sindaci del Fortore ed i vertici dell’Asl sul ripristino delle ore di specialistica soppresse ed il potenziamento delle stesse.“Non riesco a capire, ha detto Marcasciano, come vengono prese certe decisioni dal momento che la sanità locale va incrementata. Tra l’altro, abbiamo avuto un incontro con i vertici dell’Asl per ripristinare e potenziare la specialistica garantita a S. Bartolomeo, con l’eventualità di dotare il Pasut delle prestazioni di radiologia e analisi presenti e funzionanti a S.Bartolomeo e nelle stessa struttura e ieri mattina sono venuto a conoscenza che è stata soppressa la specialistica di ginecologia. A quanto pare qualcosa non funziona e sono intenzionato a far valere ogni mio diritto per risolvere la faccenda, con ogni mezzo e ad ogni costo”. Contattato il direttore del distretto sanitario nord est, Giuseppe Maione, abbiamo avuto conferma di quanto accaduto. A quanto pare si tratta di un ordine di servizio emesso direttamente dall’ASl che sposta le dieci ore di ginecologia da S.Bartolomeo a Morcone e Colle. “Mi rendo conto, ha detto Maione, che la notizia dello spostamento dello specialista genera malcontento e allarmismo, ma dopo questo provvedimento mi sono attivato per richiedere dieci ore di ginecologia per S. Bartolomeo. Non solo, ma già da qualche tempo ho fatto richiesta di dieci ore per la fisiatrìa, dieci ore per l’ortopedia e dieci per l’odontoiatria”. Il dottore Maione ci ha anche assicurato che essendoci tra i medici impiegati sul distretto di S. Bartolomeo anche la figura del ginecologo, sarà quest’ultimo ad espletare le ore necessarie. Provvedimenti che fanno aumentare la fascia dei cosiddetti utenti sanitari più vulnerabili, a causa della disoccupazione, della crisi e perdita di lavoro che non possono ricorrere a visite specialistiche private ed esose. E se non si ripristino le ore soppresse come sostiene Antonio Bozzelli dei diritti dei malati, determinerà disagi notevoli per ogni cittadino che non può spostarsi presso altre strutture.

fonte: samnium.info