Claudio Lupo, assessore all’Urbanistica ed Edilizia del Comune di San Bartolomeo in Galdo, ha presentato ieri mattina le sue dimissioni da assessore dopo aver votato con la maggioranza durante i lavori dell’ultimo consiglio.

“Tante sono le motivazioni che mi supportano in questa scelta sofferta, prima tra tutte la convinzione di essere assolutamente inadeguato rispetto ad un modo di “fare politica” che non condivido, non comprendo”. Così recita parte della nota del dimissionario  e prosegue: “L’Amministrazione cui appartengo è, ad oggi, rappresentativa di nulla, in rissa continua, è avvitata su questioni più personali che politiche; l’azione amministrativa è come frenata, bloccata mentre il Paese aspetta segnali, risposte.” Parole che tuonano e che intendono richiamare motivi che vengono da lontano e che non appartengono all’oggi. Lupo ha  sottolineato il suo tentativo di far valere altre posizioni senza ottenere risultati. Il sindaco Marcasciano ritiene di dover rispettare la volontà e la decisione di Lupo che intanto resta in carica come consigliere di maggioranza. Ma la gente dal consiglio si aspettava un amento delle tasse mentre invece l’assise ha deliberato di lasciare invariata la tassa rifiuti, le aliquote Tasi, la detrazione di 200 euro e addizionale Irpef. “Se qualcuno aveva fatto delle illazioni circa un presunto aumento delle tasse comunali deve rimangiarsi tutto” Ha dichiarato lo stesso sindaco Gianfranco Marcaciano, che invece punta il dito sulle passate gestioni amministrative responsabili dei debiti fuori bilancio che il consiglio è stato chiamato a riconoscere. Secondo una prima stima si tratterebbe di un importo per circa 320.000 euro ma dagli uffici contabili pare trapelino altri numeri per qualcuno si parla di circa 850.000 euro.  Debiti  scaturiti dalle tante sentenze rese esecutive, verso le quali il comune ha ricorso senza però vincere. “Bisogna invece ricordare a chi fa delle illazioni, ha detto il sindaco, che sono stati riconosciuti debiti fuori bilancio derivanti da sentenze esecutive per cause intentate dal comune e perse e per alcune di esse l’ente, indipendentemente da qualsivoglia manifestazione di volontà, è tenuto a saldare in forza della natura del provvedimento giurisdizionale in atto. Non sono state pagate bollette Enel del 2013 e 2014 che oggi ammontano a 60.000 euro e che abbiamo deciso di pagare rinunciando alle indennità del sottoscritto e degli assessori. Perché non si parla del nuovo progetto per la pubblica illuminazione e dei tanti lavori in esecuzione?. Circa il servizio della spazzatura e raccolta rifiuti, si è reso necessario intensificare il servizio per migliorarlo.”