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Sette secoli fa a San Bartolomeo in Galdo, grosso paese considerato a ragione la capitale del Fortore – zona dell’entroterra sannita -, un gruppo di monaci benedettini fece il miracolo di ripopolare una zona devastata dai conflitti tra il papato ed i Saraceni. Gli Statuti comunali del 1300, attraverso agevolazioni e franchige, favorivano il ripopolamento di una zona abbandonata da lungo tempo. Inoltre, similmente all’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori del 1970, prevedevano l’impossibilità di licenziamento senza giusta causa e l’ottenimento del reintegro sul posto di lavoro, con relativo risarcimento da parte del datore di lavoro. Frutto di una lungimirante opera di sistemazione giuridica e di una indovinata strategia organizzativa, l’insediamento che diede vita al comune di San Bartolomeo in Galdo nasce sulla base di regole di convivenza di straordinaria attualità e di notevole chiarezza formale, atte a garantire la pace ed il benessere comuni. Questo saggio presenta una ricostruzione storica e comparativa tra i due importanti atti normativi, suffragata dalla presenza di documenti atti, ed articoli tesi ad evidenziare il valore storico e giuridico di questa scoperta.

Lucia Gangale

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