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Il vicesindaco Lina Fiorini non ha dubbi: il paese può vincere la sfida contro lo spopolamento. Viaggio in uno dei luoghi di confine della Campania Per un paese dell’entroterra meridionale, geograficamente lontano dal capoluogo di Provincia e caratterizzato come altri da un forte tasso di spopolamento, sarebbe difficile immaginare un futuro florido. Ma San Bartolomeo in Galdo intende provare a smentire le previsioni. Come? Puntando sull’agricoltura. Senza strafare, senza prospettive irrealizzabili. È la linea dell’Amministrazione guidata dal sindaco Gianfranco Marcasciano. A parlare di situazione attuale e di futuro è il vicesindaco Lina Fiorilli, che ha pochi dubbi sull’identità del paese del Fortore.

«La nostra vocazione è prevalentemente agricola, legata alla terra. Partendo da ciò stiamo lavorando per un rilancio. Adesso una produzione variegata, sommata alla vivacità di coltivatori e allevatori, consente a molti di iniziare e terminare tutte le fasi. Dalla raccolta del prodotto alla sua trasforSan Nella foto, San Bartolomeo in Caldo e nel tondo mazione. Chiudere la filiera in pratica. Er un qualcosa che già viene fatto ed è l’obiettivo per tutti. Abbiamo eccellenze peculiari come il pomodorino di collina. Ci distinguiamo per i frutti di bosco.

Stesso discorso sugli animali: sono sani e le aziende fanno arrivare sulle tavole un’ottima gastronomia. Cito per esempio i prosciutti o il culatello. Sull’olio invece non possiamo competere con i nostri vicini pugliesi ma le uliveti non ci mancano. Mentre le aziende casearie fanno il resto. In poche parole sfruttiamo al meglio quello che la terra ci ha regalato», evidenzia Fiorilli. In realtà la vicinanza con Puglia e Molise e la distanza da Benevento fa di San Bartolomeo in Galdo un luogo di confine dove sono visibili più influenze e tradizioni di più luoghi. In cucina non si fa eccezione.

Ma un paese può vivere solo di questo? «Naturalmente no – osserva il vicesindaco -. È per questo motivo che abbiamo attrezzato un’area industriale molto efficiente. Qui operano fabbriche ben radicate sul ter- ritorio. Qualcuna continua a lavorare il legno, altre hanno reso più attuale la produzione passando dalla plastica a materiali riciclabili. È chiaro che l’economia di una realtà come la nostra, con una posizione geografica particolare, debba poggiarsi su più settori».

Fiorilli fa notare come per trovare i primi paesi sul lato Ovest, quindi verso Benevento, occorra percorrere anche trenta chilometri. «Non è un mistero che la condizione stradale del Fortore non sia la migliore», dice Fiorilli. Anche per questi motivi a San Bartolomeo è stato ed è ancora oggi complesso ragionare in termini di unione dei comuni. Le forme di aggregazione, i servizi condivisi tra più municipi, risultano essere difficili. E ritorna il discorso agricolo. L’unica forma consortile individuata da questa Amministrazione non poteva che riguardare la terra. E infatti il Comune ha già deliberato per l’adesione a un Gal dell’area del Fortore. «I gruppi di azione locale – spiega Lina Fiorilli – si occupano moltissimo di agricoltura. Quindi in questo Gal rientrano e avranno un ruolo fondamentale sia la Coldiretti che la Cia». Tor nando al paese c’è da notare come sia possibile anche un discorso legato all’artigianato.

Intanto sul centro storico l’Amministrazione comunale ha messo in campo diversi interventi. «Pensiamo che la nostra attività di progettazione sia buona. Ci sono molti progetti soprattutto sulla riqualificazione del centro storico. Ne stiamo presentando altri e nei giorni scorsi abbiamo ricevuto una Commissione sui beni culturali che si è detta sorpresa dalle potenzialità della parte antica».

Sede di Comunità Montana, San Bartolomeo in Galdo punta anche a un rilancio delle attività proprie dell’ente. Inoltre si lavora per migliorare l’ambiente provvedendo ad una depurazione ottimale. E sul futuro il vicesindaco Fiorilli dichiara: «Nonostante lo spopolamento di queste aree io sono ottimista.

Qui siamo stati abituati a ragionare in autonomia. Mi rendo conto che il mondo vada verso forme di unione ma sono convinta che a San Bartolomeo si possa resistere alla crisi con le risorse del paese».

Lina Fiorilli

fonte: repubblica.it