1 anno dopo: “False promesse, lusinghe, menzogne. Welcome to Fortore!”
<<È scoraggiante, nonché davvero triste, noi oggi, in Valfortore come in Italia, abbiamo sostituito al rispetto per i Maestri, l’ossequio per i Ministri.>>

Il 12 gennaio a Montefalcone alcuni cittadini si sono riuniti ed hanno costituito un comitato civico “Viabilità Negata” per decidere le azioni da intraprendere a far sì che la viabilità provinciale riceva un minimo di manutenzione. È ammirevole la voglia di chiedere ciò che ci spetta di queste persone e il loro senso civico.
Auspichiamo un raccordo con altre associazioni analoghe dei paesi limitrofi, ormai il problema è comune. 
Lo scorso anno, a fine inverno, perché ormai l’hanno capito anche i politici, le nostre proteste hanno una ben definita collocazione temporale, la primavera e l’estate insieme alla bellezza dei luoghi, rendono il problema strade secondario, il più attivo nel protestare per lo stato penoso delle nostre strade fu il sindaco di San Marco Rossi, il quale parlò di: “strade provinciali gravemente dissestate” definiva la situazione “di grave pericolo” a causa di “innumerevoli buche e l’assenza di segnaletica orizzontale in zone montane e con la presenza costante di nebbia e della quasi totale assenza di manutenzione del sistema di regimentazione delle acque su tutte le strade provinciali attraversanti il territorio comunale ed in particolare sulla S.P. 51 di collegamento con Molinara e contrada Franzese”. Rossi invitava le autorità competenti “a porre in essere ogni provvedimento volto a ripristinare la sicurezza stradale”.
La risposta da parte della Provincia alle istanze del Rossi è stata pronta, seppur non efficace, il 27 marzo 2017 l’Ente di stanza alla Rocca dei Rettori faceva sapere di aver approntato interventi per la manutenzione di circa 260 km di strade provinciali ed ex Anas gravemente danneggiate per ben 20.491,00 euro, poco più di 78,00 euro a chilometro. Un secchio di asfalto. 
Conscia l’Ente Provincia dell’esiguità dell’intervento, ricordava un’ordinanza del 26 maggio 2016 che “invitava vista la situazione delle strade provinciali, peggiorata dopo gli eventi alluvionali dell’ottobre 2015, di istituire un limite massimo di velocità di 30km/h su tutte le arterie provinciali”. Come dire che SBiG – Benevento avrebbe richiesto due ore di macchina, un grave danno non solo alla mobilità del cittadino cazzabbubbolo, ma anche alla salute, un’ambulanza che impiega due ore per raggiungere un ospedale, più che un mezzo per un soccorso sanitario, sarebbe diventata l’anticamera della carrozza mortuaria. Non soddisfatto della risposta provinciale il sindaco Rossi sconcertato ribatteva: “Ci siamo sentiti con altri sindaci per cercare di organizzare, a questo punto, altre forme di protesta”. 
Il 27 marzo i primi tepori primaverili smaltiscono la rabbia, il verde smeraldo delle nostre colline e della nostra valle ricreano lo spirito e le proteste si affievoliscono.
Oppure, evitando la spiegazione bucolica, più semplicemente il muro di gomma innalzato dalle istituzioni, avrebbe scoraggiato anche l’Apostolo e l’avrebbe costretto a rivedere il suo “spes contra spem”, ossia è più facile per il vecchio Abramo avere un figlio dalla sua vecchia moglie Sara, che non per i cittadini della Valfortore avere delle strade quantomeno percorribili.
Tuttavia il problema viabilità ha raggiunto un grado di gravità che non lascia indifferenti, il 20 aprile è la Consulta “Fortore vivo” di San Bartolomeo in Galdo a presentare una denuncia sullo stato penoso delle strade provinciali al Commissario prefettizio Lubrano
Il 27 aprile in occasione del 60° anno della Marcia della fame, la Consulta promulga un documento nel quale auspica la formazione di un tavolo permanente per affrontare il problema viabilità nella Valfortore.
Sarebbe proficuo se il Comitato civico di Montefalcone, la Consulta e altri cittadini della Valfortore lavorassero assieme per un fine comune come quello delle strade.
Sfidiamo la noia ed il fegato amaro e vediamo cosa è successo in questo anno, quali sono stati gli interventi e le promesse, riguardanti la strada.
Bisogna partire dall’Assemblea dei Sindaci convocata dal Presidente della Provincia Ricci per il 27 gennaio 2017. All’assemblea erano presenti ben 61 delegati su 78, il nostro commissario prefettizio era assente.
L’oggetto della convocazione era: “Viabilità strade provinciali – Carenze strutturali e finanziarie: Emergenze”.
Tutti i delegati lamentarono la situazione precaria delle strade; a noi interessano gli interventi dei nostri rappresentanti, o almeno di quelli che c’erano. In sintesi il sindaco di San Marco Rossi disse: “Noi subiamo da anni il problema della viabilità che può essere sintetizzato con l’obbligo di non superare i 30 km/h sulle strade provinciali. E questo non riusciamo a sbloccare con la regione Campania”.
L’appena rieletto consigliere provinciale Ruggiero, già vicesindaco di Foiano, iniziò il suo intervento in questo modo: “Io ieri sono stato alla Regione Campania sulla questione dei rifiuti, che è anche un’altra questione che ci riguarda ed il Presidente De Luca ha un po’ illustrato quale sarà la linea di utilizzo dei fondi europei in modo strutturale. Lui si è posto quattro grandi obiettivi, che sono: la depurazione dei fiumi, la banda larga, la mobilità dell’intera regione Campania ed il piano dei rifiuti che ieri ha approvato. E poi ha posto quattro grandi progetti: la Domiziana, la zona dell’Agro-nocerino-sarnese, della costiera e di Napoli Nord”.
La depurazione dei fiumi, la banda larga, i rifiuti, la Domiziana, l’Agro-nocerino-sarnese, Napoli Nord, sono problemi che ci affliggono e di cui vogliamo tutti la soluzione, come vorremmo anche la pace nel mondo, che si rigiocasse la finale di basket alle olimpiadi del 1992, ma questa volta con la Yugoslavia unita, e che Bil De Blasio fosse eletto Presidente degli Stati Uniti, ma l’Assemblea dei Sindaci fu convocata con un solo oggetto: la viabilità provinciale. Dopo questo preambolo di grande respiro, che ha reso a Cesare, ops… a De Luca ciò che è di De Luca, il Nostro tornò a bomba e guardando l’ing. Panarese tecnico della Provincia, affermò: “… che abbiamo bisogno di almeno 40 mln di euro, almeno 40 milioni di euro per mettere in sicurezza una viabilità che ripeto, nella zona del Fortore, del Tammaro e del Miscano, in alcuni tratti è letteralmente scomparsa: qua siamo a discutere di eventuali bretelle, ma vi posso garantire – e vedo gli amici del comprensorio- che in alcuni comuni la viabilità provinciale “non esiste proprio più”…”, oltre a denunciare lo stato delle strade, il Ruggiero attribuisce anche delle corresponsabilità ai cittadini: “Noi dobbiamo anche dire una cosa ai nostri cittadini sanniti: che molti dei danni che subiamo alla viabilità provinciale, sono anche legati, molto spesso, ad una incuria dei nostri concittadini; incuria che viene purtroppo avvalorata da un dato che tutti gli amministratori dimenticano: che da molti anni non si pagano più i passi carrabili alla Provincia di Benevento, per una decisione di tanti anni fa e questo incentiva i nostri concittadini che poi si lamentano, non dovendo pagare quello che dovrebbero pagare, ad arrecare molto spesso danni a questa viabilità”.
Io non so quali danni possano arrecare alla viabilità provinciale i nostri concittadini provinciali che non pagano il passo carrabile, ma se Ruggiero lo afferma non ho nessun dubbio che sia vero, e se la soluzione per migliorare la viabilità provinciale è così semplice, facciamo pagare i passi carrabili a tutti. Tuttavia non credo possa bastare, tanto è vero che lo stesso Consigliere nel prosieguo del suo intervento precisò: “Quindi c’è certamente un discorso di gestione e di conti da fare, ma è ben poca cosa rispetto al danno a cui dobbiamo in forma eccezionale far fronte”.
L’intero verbale dell’Assemblea dei Sindaci del 27 gennaio 2017 lo trovate sul sito istituzionale della Provincia, in sintesi quasi tutti i 61 delegati hanno parlato della situazione disastrosa del comparto viario provinciale e sono stati tutti d’accordo nel chiedere un incontro con il Presidente De Luca per trovare una soluzione a questi problemi.
La celerità della Provincia fa partire la lettera di denuncia della situazione viaria e l’invito al Presidente De Luca il successivo 21 febbraio. La Regione si dimostra più celere e convoca la Provincia in Commissione Trasporti, Urbanistica e Lavori Pubblici per un incontro da tenersi il 7 marzo, avente ad oggetto: Viabilità Provincia di Benevento”. Per vedere De Luca nel Sannio dobbiamo attendere Gentiloni in visita al pastificio Rummo il 26 aprile, e sicuramente avranno parlato di pasta e non di strade.
L’incontro si risolse con l’avvio di alcuni lavori di somma urgenza che iniziarono però solo il lunedì 5 giugno, e che consistettero nel chiudere alcune buche nel tratto che va da San Marco a Foiano e nel ripristinare il piano viario (alcuni scalini che molti danni arrecarono alle macchine) nel tratto che va da San Bartolomeo alla ‘Mborchia.
Tutto tacque fino al 5 luglio, quando i giornali riportarono che a seguito di un incontro tenutosi presso il Ministero delle Infrastrutture tra i sindaci di Foiano, Baselice, San Bartolomeo in Galdo, il consigliere provinciale Ruggiero e il Sottosegretario alle Infrastrutture Del Basso De Caro e l’ing. Nardocci dell’Anas sono stanziati 103 milioni di euro che serviranno per il collegamento fra San Marco e la località Ponte Carboniera a Foiano (tunnel Casone Cocca), la realizzazione del nuovo viadotto bivio Montefalcone – Ponte Setteluci e il collegamento fra San Bartolomeo in Galdo e la SS 17. Il Sottosegretario rincarò la dose e affermò che il 2018 sarà l’anno della prima pietra della Telesina e del prosieguo della Fortorina, e che c’è stato e c’è “l’impegno dei Governi Renzi e Gentiloni e di chi li rappresenta non solo per il Sud ma per il Sannio e per le aree interne”, ribadisce la necessità di “smetterla con l’abitudine tutta meridionale di piangerci addosso” e annuncia che certamente “su questi impegni da realizzare entro la scadenza della legislatura prevista per il prossimo aprile, si misura il grado di credibilità del governo.”.
La legislatura è terminata e di tunnel, viadotti etc., al gennaio 2018 nemmeno l’ombra, ma lo stesso 5 luglio la Provincia di Benevento con delibera presidenziale 187 del 5 luglio 2017 stanzia 82.133,28 euro per sistemare la strada provinciale 51 ex ss 369 dal bivio della ‘Mborchia a San Marco dei Cavoti. Con questi soldi viene ripristinato il piano viario all’altezza del Ponte Mariella, e rattoppate alcune buche.
Con l’arrivo delle prime piogge, gran parte dei rattoppi è saltato, le buche diventano sempre più grandi e le elezioni si avvicinano, ed allora tutti gli annunci che verranno fatti da novembre in poi, bisognerà prenderli con beneficio d’inventario.
Mi chiedo: se facciamo notare a Del Basso De Caro che le strade sono in uno stato penoso, è piangerci addosso?
È sotto gli occhi di tutti che la gestione della Provincia della ex 369 è stata fallimentare, così il 17 novembre il Sottosegretario Del Basso De Caro annuncia che la strada passerà nuovamente in gestione all’ANAS. Buona notizia, attendiamo gli esiti.
Il 19 dicembre a pochi giorni dallo scioglimento delle Camere, il Sottosegretario alle Infrastrutture annuncia che con un emendamento alla manovra finanziaria, il Governo ha stanziato per il quinquennio 2018-2023 ben 1,6 miliardi di euro per la manutenzione delle strade provinciali. Lo stesso giorno vi è anche l’annuncio che “Il CdA di Anas ha approvato il progetto esecutivo della variante all’abitato di San Marco dei Cavoti sulla statale 212 “della Val Fortore”, continua il Sottosegretario: “La variante per un costo complessivo di oltre 66 milioni di euro, si riallaccerà alla ex strada statale 369 ‘Appulo Fortorina’, in direzione dei territori dell’alto Fortore, e sarà lunga circa 2,4 km con due corsie (una per senso di marcia) da 3,75m e banchine laterali da 1,75 metri, per una larghezza complessiva di 10,50 metri. Il tracciato della nuova strada avrà origine con una rotatoria che garantirà il collegamento funzionale con la viabilità esistente, terminando a nord del centro abitato di San Marco dei Cavoti, in corrispondenza di una rotatoria esistente sulla ex SS369, ove confluisce la strada provinciale 116, in località bivio per Molinara. Il progetto vede la presenza di tre importanti opere d’arte: una galleria naturale (della lunghezza di oltre 450 metri) e due viadotti, uno dei quali per l’attraversamento del Torrente Tammarecchia (lungo circa 250 metri)”.
Il 22 dicembre, ormai in piena campagna elettorale, l’on. De Caro fa un nuovo annuncio: “Nuovi fondi per la Telesina e la Fortorina” e specifica: “Abbiamo destinato altri 133 milioni di euro per il primo lotto del raddoppio della Telesina Benevento – San Salvatore Telesino che vanno ad aggiungersi ai 330 milioni di euro già stanziati. Quindi in totale il primo lotto che riguarda i Comuni di San Salvatore Telesino, Castelvenere, Cerreto Sannita, Telese Terme, Solopaca, Vitulano, Paupisi, Ponte, Torrecuso e Benevento è interamente finanziato per l’importo di 463 milioni di euro. Un lotto che già è oggetto di procedure di esproprio e che nelle prossime settimane vedrà la pubblicazione del bando di gara. In merito alla Fortorina che riguarda la variante all’abitato di San Marco dei Cavoti sulla statale 212 della Val Fortore abbiamo stanziato ulteriori 50 milioni di euro che sommati ai 66 milioni di euro, già concessi, arriviamo a 116 milioni di euro. Una variante che si riallaccerà alla ex strada statale 369 ‘Appulo Fortorina’, in direzione dei territori dell’alto Fortore e costituirà così un vero e proprio by-pass dell’abitato. E anche in merito a questa arteria siamo prossimi alla pubblicazione del bando di gara per l’affidamento dei lavori”.
Il 27 dicembre contemporaneamente allo scioglimento delle Camere, l’ANAS pubblicava sulla Gazzetta Ufficiale il bando di gara per “l’affidamento dei lavori di realizzazione della variante all’abitato di San Marco dei Cavoti sulla strada statale 212 “della Val Fortore” per la cifra di 45 milioni di euro”.
Il 10 gennaio, nella bagarre elettorale, il sottosegretario Del Basso De Caro annuncia nuovi fondi per la manutenzione delle strade provinciali (cfr. Il Quaderno.it del 10 gennaio 2018)
Apprendiamo dalla lettura del blog di Antonio Bianco che il consigliere provinciale Ruggiero dichiara che sono stati appaltati lavori per ben 3 milioni di euro per ripristinare la viabilità provinciale e ne riporta anche l’elenco:
1) 230.000 euro per il ripristino della Strada Ginestra/Bolle Malvizza SP 125
2) 129.177,57 euro per la manutenzione generale del comparto Fortore
3) 48.583,20 euro per il ripristino del piano viabile lungo la S.P. 53 di San Giorgio la Molara
4) 48.799,23 euro per il ripristino dei piani viabili lungo la S.P. 88, di Montefalcone di Val Fortore e San Giorgio la Molara
5) 48.840,00 euro per il ripristino del piano viabile lungo la S.P. 90 nei comuni di San Bartolomeo in Galdo e Castelvetere di val Fortore
6) 48.800,00 euro per il ripristino del piano viabile provinciale lungo le altre SP nei comuni di San Bartolomeo in Galdo, Castelvetere di val Fortore, Baselice e Foiano VF.
7) 90.000,00 euro per la sistemazione del piano viabile della SP 31 fra i comuni di Montefalcone di Val Fortore e Castelfranco in Miscano
8) 50.000 euro per la striscia di mezzeria che da San Marco dei Cavoti raggiunge Baselice e Foiano e lungo la S.P. 88 in direzione Montefalcone di Val Fortore.
Sicuramente l’elenco riportato nel blog non sarà completo, perché gli stanziamenti ammontano a poco più di 640.000,00 euro, ben lungi dai 3 milioni riportati dal Ruggiero, e lontanissimi dai 40 mln stimati dallo stesso Ruggiero e dall’ing. Panarese durante l’Assemblea dei Sindaci di circa un anno prima.

Il 16 gennaio il sindaco di Ginestra degli Schiavoni Zaccaria Spina e il sindaco di Montefalcone Olindo Vitale esprimono solidarietà al Comitato civico di Montefalcone. Registriamo con favore questo endorsement, ma non possiamo non chiederci dove erano costoro quando si determinava tale situazione? In fondo il sindaco Spina è al suo terzo mandato a cui assomma la carica di Presidente della Comunità Montana del Fortore.

Ma siamo in campagna elettorale e tutto va bene. A Spina e Vitale risponde a stretto giro il Ruggiero, il quale ritiene legittime le proteste dei cittadini, seppur corresponsabili dello stato delle strade, ma ironizza sulle vesti da “capipopolo” di alcuni dinosauri della politica locale, aggiungendo che il CIPE ha finanziato il tunnel di Casone Cocca e appena arriverà il bel tempo inizieranno i lavori di manutenzione delle strade.

Ricordiamo che il 4 marzo si vota.

Tirando le somme e mettendo da parte i milioni di euro che volano sui giornali e sui social, i tunnel ed il maltempo che non permette l’inizio dei lavori, attenendoci solo a quello che vediamo, possiamo dire che un altro anno è passato e la situazione delle strade non è migliorata, da San Marco a San Bartolomeo la segnaletica orizzontale latita, le buche resistono e diventano sempre più pericolose, e se si eccettua il piccolo intervento di luglio, nulla è stato fatto.
Ci ripetiamo per incoraggiarci quell’adagio romagnolo che dice: Putòst che gnenta l’è mei putòst (Piuttosto che niente, è meglio il piuttosto).

In fondo la maggior parte dei cittadini della Valfortore è l’orgogliosa erede di quei contadini che partirono ad inizio secolo, che dopo aver creduto alle promesse delle terre per tutti, essere stati ingannati ed aver provato a lottare, avendo subito la dura repressione dello Stato non chiedevano più nulla “…nemmeno bonifiche derisorie, nemmeno consorzi mentitori, nemmeno tariffe di protezione…” (cfr. F.S. Nitti – Eroi e Briganti), chiedevano solo di partire, e lo fecero a 50.000 all’anno, cifre identiche alle partenze degli ultimi 12 anni dal Meridione, ben 656.000 ragazzi. Dopo oltre un secolo non è cambiato nulla.
Ciò che lascia l’amaro in bocca, non è solo la situazione delle strade, ma la quasi certezza che quando tra pochi giorni verrà il Viceministro delle Infrastrutture o altro Ministro o politico a promettere una nuova Fortorina, oppure milioni di euro per ripristinare la viabilità, ci sarà moltissima gente che porgerà il proprio ossequio, e magari ti dirà anche che è la volta buona, ringraziandoli per il loro interessamento.
Leggevo una notizia che mi ha turbato e mi fa pensare che la speranza in un paese migliore sia davvero flebile. A Siracusa un professore rimprovera uno studente, costui chiama i genitori i quali accorsi rompono due costole al docente.
Ed allora mi vengono in mente le parole di Ivano Dionigi: “In un paese civile e colto, centrale è la figura dell’insegnante, del docente, del maestro (magister), vale a dire «colui che sa di più e vale di più» (magis) e che si mette in relazione con gli altri (-ter); in opposizione a minister «colui che sa e vale di meno»”.
Anche nel linguaggio religioso si usano gli stessi termini, il Magister era il celebrante principale, minister era il celebrante in seconda, l’assistente, il servitore.
È scoraggiante, nonché davvero triste, noi oggi, in Valfortore come in Italia, abbiamo sostituito al rispetto per i Maestri, l’ossequio per i Ministri (cfr. I. Dionigi, Il presente non basta, Mondadori 2016).

Buon voto a tutti!