Di BENITO PACIFICO

Il politico di turno da più di un secolo fa la sua pro-messa… per l’ALTO FORTORE (paesi che sversano le acque nel fiume FORTORE), con monotona, tracotante e asfissiante ripetizione. La colpa è dell’onesto contribuente fortorino (solo contribuente e mai cittadino) che, in buona fede, pensa alla promessa come una realtà più che sicura, come parola d’ONORE di un ONOREVOLE. Una promessa, poi onorata, fu quella dell’Onorevole Sullo, eccezione che conferma la regola. L’On. Sullo realizzò la variante di S. Bartolomeo in Galdo e, poi, quasi nessuno lo votò o disse “GRAZIE!”. Il politico di turno, di conseguenza, visto il successo della promessa (mai mantenuta), cioè sempre e solo in funzione della solita messa… e, visto l’insuccesso della promessa mantenuta di Sullo, si è sbizzarrito per decenni nel propinarci “parole, parole, soltanto parole…”.
1- L’Ospedale di S. Bart. in Galdo . Decine di milioni di Euro in sessant’anni spesi per concorsi e appalti.
2- Centinaia di PALI EOLICI ad esclusivo beneficio privato. La bolletta non è diminuita, è aumentata. (Con soli quattro o cinque pali, ben programmati e consorziati tra i vari comuni, l’erogazione dell’energia elettrica sarebbe stata gratis per tutti i cittadini di questa valle: la risorsa del vento spettava prioritariamente a chi ci vive da secoli sul territorio…)
3 – Il colmo del linguaggio politico come pro-messa PUZZOLENTE lo troviamo nelle discariche e nei progetti affini presentati addirittura come “V A L O R I Z Z A Z I O N E DEL T E R R I T O R IO”:

“Quousque tandem… (fino a quando…)”.

L’ONOREVOLE è, comunque, protetto dall’art. 67 della Costituzione: “senza vincolo di mandato”. Tu voti a destra e lui se ne va a sinistra. Tu voti a sinistra e lui se ne va destra in perfetta regola con la Costituzione. Oggi, però, nel ventunesimo secolo, con le tecnologie 4.0, il ritmo del passato non esiste più e l’errore della pro-messa… non è più consentito, come non è più consentita la lunga serie di pro-messe affini:
pro-messa… cantata, letta, nera………………………………pro-messa… in fuga, in dubbio, in funzione, in guardia…………..
pro-messa… a punto, a posto, a soqquadro, a dimora, a dieta, a terra, a bordo, a fuoco, a frutto…………………………………
pro-messa… alle strette, agli atti, al bando, al corrente, alla gogna, al sicuro………………………………………………………
pro-messa… in piega, in onda, in luce, in marcia, in rilievo, in pratica, in prigione, in salvo, in vendita…………………………….
pro-messa… in opera, in orbita, in scena, in conto, in fase, in moto, in forma, in evidenza, in gioco………………………………
pro-messa… in parentesi, in pausa, in ordine, in soggezione, in versi, in prosa, in mostra, in libertà, in atto………………………

Resterebbe attuabile solo la pro-messa… da morto, da requiem.
Il tempo di queste pro-messe… è finito.

Dopo il 4 marzo 2018 i neo-eletti sono reponsabili al 1 0 0 % del destino di questo territorio. Se non provvedono con urgenza alle infrastrutture, le nuove generazioni non pensano minimamente di perdere tempo organizzando manifestazioni o mobilitazioni (historia docet-la storia insegna): con un click lasceranno la propria terra e cercheranno fortuna altrove…(e si tratta di cervelli). Le strade, da decenni senza manutenzione alcuna, sono dissestate lungo tutto il percorso. I neo-eletti devono intervenire prioritariamente sul dissesto e sulla manutenzione stradale esistente in attesa della vera Fortorina, studiata, programmata e realizzata in tempi brevi. Il politichese non serve più al codice rosso di questo territorio interregionale. il Presidente della Prov. di (BN) non avrebbe dovuto qualificare come “SHOW” le parole di un Parroco e Il Prefetto, senza motivo, ancora non accoglie la richiesta di una udienza in merito, da parte di due donne.

Solo il dialogo, il confronto e l’onestà intellettuale salveranno quest’oasi di gente corretta e laboriosa.

L’ALTO FORTORE è al bivio e dipende, ripeto al 1 0 0%, dai nuovi eletti di qualunque estrazione politica: – da una parte la strada e la salvaguardia di un territorio, paradiso di lunga vita e di prodotti di eccellenza e – dall’altra lo spopolamento, la desertificazione, il dissesto generale e qualche pluriclasse di ragazzi. È l’ora, per i neo-eletti, della promessa come parola d’ONORE. È l’ora della promessa mantenuta che consentirà a noi cittadini, non più solo contribuenti, di dire “G R A Z I E O N O R E V O L I !”

01 MARZO 2018 bartolomeopacifico@gmail.com bpacifico@pec.it B. prof. Pacifico (09/01/1941)

In foto: L’on Fiorentino Sullo e l’ospedale della vergogna di sbig