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Tutto si è fermato il 4 aprile 2014, quando una malattia infame si è portato via Enrico Fontanelli tastierista e compositore degli Offlaga Disco Pax.

Lo stesso giorno Max Collini e Daniele Carretti gli altri due membri della band, decisero di sciogliere il gruppo. Terminò in questo modo dopo dieci anni l’esperienza di un gruppo new wave emiliano.

Ai più il nome Offlaga Disco Pax non dirà nulla, ma ad alcuni, pochi forse, il “collettivo neosensibilista contrario alla democrazia dei sentimenti” farà sobbalzare il cuore e l’intelletto.

Nel salotto della casa emiliana di un amico ascoltavamo musica, ad un certo punto si alzò ed inserì un cd con testi narrati. Ad un primo ascolto il mio corpo reagì come se avesse ingerito un confetto Falqui. Al secondo dovetti chiedere perdono agli dei dell’universo per quella reazione non consona al valore di ciò che stavo ascoltando.

Il titolo del brano era: Piccola Pietroburgo. Ascoltandolo ho scoperto che:

  1. Cavriago è il paese dove è nata Orietta Berti;
  2. Esiste una Piazza Lenin a Cavriago;
  3. Che al centro vi è un busto di Lenin donato ai compagni emiliani prima dell’avvento del Duce, o quando il Duce era ancora di sinistra, dai compagni dell’Unione Sovietica;
  4. Che il sindaco di Cavriago è stato eletto con una maggioranza bulgara di sinistra senza centro da far invidia a Enver Hoxha e Kim Il Sung;
  5. Che Federica la figlia del sindaco è impegnata nel sociale ed è molto bellina.
Piazza Lenin – Cavriago

Il brano era tratto dall’album Socialismo tascabile. L’album conteneva diversi capolavori: Kappler, Robespierre, Cinnamon.

Se il primo album fu una sorpresa, il secondo Bachelite una grande conferma: Lungimiranza, Sensibile, Fermo!, Ventrale e soprattutto Venti minuti.

Il terzo Giochi di società l’album della definitiva consacrazione. Ma il destino cinico e baro ha deciso diversamente e gli Offlaga sono passati da un futuro radioso a un grande ricordo.

Mentre Enrico andava verso mondi migliori e gli Offlaga si scioglievano, a Bologna nascevano i loro eredi, o meglio, coloro che avrebbero potuto rilevarne l’eredità e ripercorrere le loro orme, il progetto musicale che prese il nome: La Ragazzina dai Capelli Rossi.

La ragazzina dai capelli rossi era il sogno inafferrabile di Charlie Brown protagonista dei Peanuts di Schulz.

Il gruppo era formato da Marco Monaco di San Bartolomeo in Galdo (voce e testi), Fabio Carbone (tastiere e sinth), Alessandro Graciotti (chitarra), Andrea Lalli (sintetizzatore e tastiere).

Il loro singolo di esordio Anzi per scherzo, è un capolavoro, nel testo e nelle sonorità.  

E se il buon giorno si vede dal mattino, La Ragazzina dai Capelli Rossi era attesa da una giornata davvero radiosa.

Ed infatti il loro album d’esordio Todestrieb è un piccolo scrigno che contiene gemme preziose.

Marco sembra giocare con le parole, compone e scompone le frasi a suo piacimento. Le sue parole si incastrano alla perfezione con le sonorità elettriche. Marco è uno scrittore al di sopra della media.

Purtroppo dopo questo primo album d’esordio La Ragazzina dai Capelli Rossi sembra essere in stand by, ma forse appariranno tra qualche anno e senza dire niente useranno le parole di Troisi: Scusate il ritardo e riprenderanno da dove avevano lasciato.

Quando apparve il loro album, la nota rivista online rockit.it scrisse:

Mai come in questo caso un termine di paragone diventa coerente per un gruppo dal quale inevitabilmente La Ragazzina dai Capelli Rossi ha, consciamente o inconsciamente, mosso i primi passi. Una seconda prova ottima per la compagine bolognese che si candida a tutti gli effetti per raccogliere al meglio la pesante eredità lasciata dagli Offlaga Disco Pax.

Magari torneranno e comunque sono contento di averli ascoltati e soprattutto di conoscere il loro frontman e leader Marco Monaco e perdonatemi se la mia non è stata una recensione come avreste meritato, ma è stata fatta per gioco, Anzi per scherzo.

Ad Maiora Ariadeno