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A sette anni dalla sua dipartita è sempre vivo il ricordo del compianto monsignor Donato Minelli, sacerdote zelante e personalità benemerita di Montefalcone Valfortore.

Monsignor Minelli, per quanti hanno avuto l’onore di conoscerlo, è stato un costante punto di riferimento non solo spirituale ma anche sociale, divenendo modello di coerenza unita ad un’operosa carità. Il suo dinamismo, la sua fede viva ed entusiastica, costituivano l’espressione concreta di un uomo che vive il Vangelo e la sua consacrazione al Signore nel servizio pieno e disinteressato verso ogni uomo.

La dimensione sociale, basata sulla promozione umana, costituiva uno dei punti che offrivano slancio all’opera di Minelli. Il suo consiglio, la sua prudenza, la riflessione pacata, il giudizio obiettivo da cui far scaturire le direttive di azione per promuovere attività o rafforzare ambiti della comunità di fedeli, hanno contribuito a conservare e perfezionare la tradizione storico – culturale e religiosa del nostro paese e della nostra diocesi.

L’umanesimo integrale e solidale di Donato Minelli, il suo invito al confronto, al dialogo pacato e costruttivo sono stati per i fedeli di Montefalcone particolarmente edificanti. Uomo capace di mediazione, personalità equilibrata, di ampie vedute e di vasta cultura, sapeva fondere in modo armonico gli aspetti teorici alle sue spiccate capacità pratico – organizzative.

Minelli era convinto che ogni persona, uomo o donna, avesse la necessità di allargare sempre più i propri orizzonti mentali, per relegare ogni forma di mentalità chiusa che si fossilizza su cose sterili e rende incapaci di guardare le problematiche da più punti di vista. Per don Donato bisognava allargare i propri orizzonti per guardare in profondità le incertezze, le difficoltà e prendere la decisione più obiettiva ed equilibrata.

Se il Santuario del Carmine è oggi la pietra miliare di Montefalcone, faro della devozione verso la Madonna del Carmine, lo dobbiamo anche a don Donato che ha saputo accogliere, valorizzare e riadattare l’eredità del fondatore, l’abate Antonio Petrilli e trasmettere intatto lo spirito che lo animava. Ciò che li accomunava era certamente lo zelo apostolico, la volontà di diffondere sempre e in ogni luogo un culto, che potremmo definire storico-culturale, verso la Madonna del Carmine…