Valfortore e Monti Dauni: 2020 una via crucis demografica che non sembra aver fine

Il segno meno accomuna i 14 paesi del Fortore e dei Monti Dauni da noi esaminati.

I dati visionati si riferiscono ai primi undici mesi del 2020 e non vi saranno significative variazioni quando verrĂ  aggiunto il mese di dicembre.

A giugno quando verranno pubblicati i dati definitivi, leggeremo su tutti i giornali i soliti gridi d’allarme: L’Italia in crisi demografica; Il Sannio si spopola: dati allarmanti; Giovani in fuga e culle vuote; etc. etc.

Si è perso un altro anno e rimedi non sono stati trovati, aumentano le pale eoliche, diminuiscono gli abitanti, e forse è quello che da qualche parte si vuole.

Noi abitanti di questa porzione d’Italia, siamo quelli che abbiamo contribuito meno all’inquinamento del pianeta e per uno scherzo del destino, siamo quelli che stiamo pagando un prezzo piĂ¹ alto in termini di immondizia e devastazione territoriale a causa dell’eolico selvaggio.

Il 2020 è stato un anno anomalo, come non se ne vedevano da 100 anni. Per ricordare una emergenza sanitaria mondiale bisogna tornare indietro di poco piĂ¹ di un secolo ed esattamente nel 1918, quando la pandemia di febbre spagnola travolse un mondo debilitato dal conflitto mondiale, lasciando dietro di sĂ©, quasi cento milioni di morti.

La pandemia da covid 19 ha trovato un mondo piĂ¹ forte, piĂ¹ in salute, ed i risultati seppur drammatici, sono meno negativi rispetto al 1918. I morti ad oggi oscillano tra due e tre milioni.

La pandemia ha influito anche sulla demografia, ha bloccato gli spostamenti, ha ritardato matrimoni, forse ha inciso sulla scelta di avere figli, per questi motivi i dati che analizzeremo hanno un asterisco grande quanto una casa e andranno verificati negli anni successivi, perché la variabile pandemica, oggi Covid 19, domani Hendra, posdomani, MERS o SARS, o peggio ebola, inciderà ancora sulle migrazioni e sulle decisioni dell’umanità.

La popolazione totale della zona evidenziata in figura era nel 2019 di 23757 abitanti, nel 2020 si sono persi 416 abitanti, l’1,75% della popolazione, fermandoci a 23341 abitanti.

I 14 paesi esaminati coprono una superficie di 694,73 km quadrati, quasi sei volte la superficie della cittĂ  di Napoli, che copre 117,17 km quadrati.

La densità di popolazione dei nostri monti è di 33,53 abitanti per chilometro quadrato a Napoli è 8030,06 abitanti. I servizi arrivano dove ci sono le persone.

Forse la pandemia potrebbe ribaltare l’assioma: maggiore densità umana, maggiori servizi. La rarefazione antropica in situazioni pandemiche è un grandissimo vantaggio, lo è sempre stato, basta ricordarsi del Decamerone, ma in tempi di inurbamento selvaggio, noi abbiamo un immenso vantaggio, un valore aggiunto ai futuri servizi.

L’emigrazione non accenna a diminuire e i danni sono sotto gli occhi di tutti, le crepe sono sia esterne, basta affacciarsi all’uscio e guardare la casa di fronte che va in rovina, sia interne, ma queste sono piĂ¹ difficili da sanare, non basta la calce ed il cemento.

Il paese che in termini assoluti ha perso piĂ¹ abitanti in questo anno, è stato Molinara, ben 53 abitanti, seguito dai meno 52 di San Bartolomeo ed i meno 50 di Baselice.

Chi mantiene il decremento sotto la doppia cifra sono Foiano, che perde due soli abitanti e Tufara che ne perde 8.

Le nascite totali ammontano a 116 bambini. San Bartolomeo fa registrare il numero piĂ¹ alto: 17, ma è il piĂ¹ basso nella sua secolare storia; San Marco dei Cavoti con 1400 abitanti in meno, fa registrare lo stesso numero di nascite.

San Bartolomeo essendo il paese piĂ¹ grande fa registrare anche il maggior numero di decessi, ben 66, seguito a ruota da Biccari con 47 dipartite.

Sul versante campano le percentuali di decremento peggiori sono realizzate da Molinara e Baselice, rispettivamente -3,45% e -2,24%. Le migliori percentuali sono realizzate da Foiano, con -0,14% e San Marco dei Cavoti con -0,79%.

San Bartolomeo registra un -1,14% di decremento, si attesta sotto i 4500, siamo 4474. Era dall’inizio del 1700 che non eravamo così pochi.

In Puglia i decrementi peggiori sono di Alberona -3,69%, reso senza speranza dallo 0 nella casella delle nascite. Ăˆ l’unico paese in cui non è nato nessuno, seguito da una sola nascita a Volturara, 2 a Castelvetere e 3 a Tufara.

Il paese piĂ¹ piccolo è Volturara con 387 abitanti, il piĂ¹ grande siamo noi con 4474.

Abbiamo moltissimo spazio che potremmo sfruttare in molti modi

Ăˆ stato un anno durissimo per tutti, ma è indubbio che la pandemia abbia frenato leggermente lo spopolamento. Un paese come Castelvetere che perdeva 60-70 abitanti l’anno, nel 2020 ha fatto registrare un -21.

In questo anno i riflettori si sono accesi sulle aree interne e molti hanno espresso le proprie opinioni e prospettato soluzioni. Come sempre parole non seguite dai fatti ed a giugno leggeremo l’ennesimo grido di allarme che prima o poi non farĂ  piĂ¹ notizia.

Se non è già troppo tardi, necessiterebbe mettere in pratica il detto: Aiutati che Dio ti aiuta.

Aiutiamoci da soli, magari nel nostro estremo tentativo di salvataggio, una mano amica che ci sostenga potremmo incontrarla.

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