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sabato, 31 Luglio 2021

Valfortore e Monti Dauni: 2020 una via crucis demografica che non sembra aver fine

Il segno meno accomuna i 14 paesi del Fortore e dei Monti Dauni da noi esaminati.

I dati visionati si riferiscono ai primi undici mesi del 2020 e non vi saranno significative variazioni quando verrà aggiunto il mese di dicembre.

A giugno quando verranno pubblicati i dati definitivi, leggeremo su tutti i giornali i soliti gridi d’allarme: L’Italia in crisi demografica; Il Sannio si spopola: dati allarmanti; Giovani in fuga e culle vuote; etc. etc.

Si è perso un altro anno e rimedi non sono stati trovati, aumentano le pale eoliche, diminuiscono gli abitanti, e forse è quello che da qualche parte si vuole.

Noi abitanti di questa porzione d’Italia, siamo quelli che abbiamo contribuito meno all’inquinamento del pianeta e per uno scherzo del destino, siamo quelli che stiamo pagando un prezzo più alto in termini di immondizia e devastazione territoriale a causa dell’eolico selvaggio.

Il 2020 è stato un anno anomalo, come non se ne vedevano da 100 anni. Per ricordare una emergenza sanitaria mondiale bisogna tornare indietro di poco più di un secolo ed esattamente nel 1918, quando la pandemia di febbre spagnola travolse un mondo debilitato dal conflitto mondiale, lasciando dietro di sé, quasi cento milioni di morti.

La pandemia da covid 19 ha trovato un mondo più forte, più in salute, ed i risultati seppur drammatici, sono meno negativi rispetto al 1918. I morti ad oggi oscillano tra due e tre milioni.

La pandemia ha influito anche sulla demografia, ha bloccato gli spostamenti, ha ritardato matrimoni, forse ha inciso sulla scelta di avere figli, per questi motivi i dati che analizzeremo hanno un asterisco grande quanto una casa e andranno verificati negli anni successivi, perché la variabile pandemica, oggi Covid 19, domani Hendra, posdomani, MERS o SARS, o peggio ebola, inciderà ancora sulle migrazioni e sulle decisioni dell’umanità.

La popolazione totale della zona evidenziata in figura era nel 2019 di 23757 abitanti, nel 2020 si sono persi 416 abitanti, l’1,75% della popolazione, fermandoci a 23341 abitanti.

I 14 paesi esaminati coprono una superficie di 694,73 km quadrati, quasi sei volte la superficie della città di Napoli, che copre 117,17 km quadrati.

La densità di popolazione dei nostri monti è di 33,53 abitanti per chilometro quadrato a Napoli è 8030,06 abitanti. I servizi arrivano dove ci sono le persone.

Forse la pandemia potrebbe ribaltare l’assioma: maggiore densità umana, maggiori servizi. La rarefazione antropica in situazioni pandemiche è un grandissimo vantaggio, lo è sempre stato, basta ricordarsi del Decamerone, ma in tempi di inurbamento selvaggio, noi abbiamo un immenso vantaggio, un valore aggiunto ai futuri servizi.

L’emigrazione non accenna a diminuire e i danni sono sotto gli occhi di tutti, le crepe sono sia esterne, basta affacciarsi all’uscio e guardare la casa di fronte che va in rovina, sia interne, ma queste sono più difficili da sanare, non basta la calce ed il cemento.

Il paese che in termini assoluti ha perso più abitanti in questo anno, è stato Molinara, ben 53 abitanti, seguito dai meno 52 di San Bartolomeo ed i meno 50 di Baselice.

Chi mantiene il decremento sotto la doppia cifra sono Foiano, che perde due soli abitanti e Tufara che ne perde 8.

Le nascite totali ammontano a 116 bambini. San Bartolomeo fa registrare il numero più alto: 17, ma è il più basso nella sua secolare storia; San Marco dei Cavoti con 1400 abitanti in meno, fa registrare lo stesso numero di nascite.

San Bartolomeo essendo il paese più grande fa registrare anche il maggior numero di decessi, ben 66, seguito a ruota da Biccari con 47 dipartite.

Sul versante campano le percentuali di decremento peggiori sono realizzate da Molinara e Baselice, rispettivamente -3,45% e -2,24%. Le migliori percentuali sono realizzate da Foiano, con -0,14% e San Marco dei Cavoti con -0,79%.

San Bartolomeo registra un -1,14% di decremento, si attesta sotto i 4500, siamo 4474. Era dall’inizio del 1700 che non eravamo così pochi.

In Puglia i decrementi peggiori sono di Alberona -3,69%, reso senza speranza dallo 0 nella casella delle nascite. È l’unico paese in cui non è nato nessuno, seguito da una sola nascita a Volturara, 2 a Castelvetere e 3 a Tufara.

Il paese più piccolo è Volturara con 387 abitanti, il più grande siamo noi con 4474.

Abbiamo moltissimo spazio che potremmo sfruttare in molti modi

È stato un anno durissimo per tutti, ma è indubbio che la pandemia abbia frenato leggermente lo spopolamento. Un paese come Castelvetere che perdeva 60-70 abitanti l’anno, nel 2020 ha fatto registrare un -21.

In questo anno i riflettori si sono accesi sulle aree interne e molti hanno espresso le proprie opinioni e prospettato soluzioni. Come sempre parole non seguite dai fatti ed a giugno leggeremo l’ennesimo grido di allarme che prima o poi non farà più notizia.

Se non è già troppo tardi, necessiterebbe mettere in pratica il detto: Aiutati che Dio ti aiuta.

Aiutiamoci da soli, magari nel nostro estremo tentativo di salvataggio, una mano amica che ci sostenga potremmo incontrarla.

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