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Bandiere arancioni del Touring Club, Sud assente.

Oggi hanno assegnato il prestigioso riconoscimento delle “bandiere arancioni” del Touring Club per il triennio 2021-2024. Viene assegnata la bandiera arancione ad altri 11 borghi, la parte del leone la fa il nord Italia, ben 9 borghi ed in particolare il Piemonte con ben 6 nuovi borghi che possono fregiarsi del prestigioso riconoscimento. Nocera Umbra (PG) e Subiaco (RM) completano l’assegnazione.

Il Sud Italia resta digiuno. Noi dei Monti Dauni possiamo consolarci con la conferma della bandiera arancione a Pietra Montecorvino ed Alberona.

In un impeto di ottimismo e fiducia nel futuro del nostro borgo, ho provato a visionare i requisiti per presentare la candidatura di SBiG per il triennio 2024-2027.

Due sono i requisiti obbligatori per conquistare l’arancio, essere ubicati nell’entroterra, senza accesso al mare, e noi ci rientriamo alla grande; avere meno di 15000 abitanti e anche in questo caso noi siamo a posto.

Siamo partiti bene, l’obbligo è rispettato, passiamo agli altri requisiti.

  1. Comuni dell’entroterra che intendono intraprendere un percorso di miglioramento della destinazione nel suo complesso.

Anche questo requisito credo possa essere evaso. Basta chiedere a tutti cosa si vuole per il proprio borgo e tutti risponderanno, anche coloro che amministrano la cosa pubblica, che vorrebbero per SBiG un percorso migliorativo generico.

  • Sono in grado di offrire un sistema di offerta turistica e di accoglienza organizzato.

Non credo siamo in grado di soddisfare questo requisito, ma ci si può lavorare, abbiamo un bellissimo hotel, qualche altra struttura ricettiva, ottimi ristoranti, bisogna capire cosa intendono questi del Touring per “organizzato”.

  • Si distinguono per tipicità e valorizzazione della propria identità e cultura.

Su questo requisito possiamo lavorarci e ci farebbe solo bene, valorizzare le nostre tipicità, che vi sono, la nostra cultura, il nostro artigianato, ci renderebbe anche più comunità.

  • Presentano risorse artistiche, architettoniche, naturalistiche accessibili e fruibili, dimostrano sensibilità verso tematiche di sostenibilità del territorio.

Qualcosa abbiamo, purtroppo non molto accessibili. Abbiamo una Chiesa Madre bellissima, ma non accessibile ai diversamente abili. Abbiamo una risorsa naturalistica come il bosco Montauro ove sono sempre falliti tentativi per renderlo maggiormente fruibile alla popolazione, nonostante l’indubbia bellezza. Ma con un po’ di impegno anche questo requisito potrebbe essere soddisfatto.

  • Presentano un centro storico ben conservato e non compromesso da interventi e/o alterazioni.

E questo requisito attualmente mi sembra di difficile risoluzione. Il nostro centro storico strettamente inteso (via Leonardo Bianchi e vicoli adiacenti), ma anche inteso in senso più ampio: Badricc, via San Francesco e via Montauro, non sono ben conservati, il decremento demografico, l’abbandono sistematico dei vicoli, hanno fatto sì, che i crolli siano all’ordine del giorno. Un patrimonio abitativo secolare che si sta sgretolando e non si vede nessuna luce in fondo al tunnel. Non è un problema solo nostro, lo dimostra il mancato riconoscimento del Touring ai comuni del Sud per il triennio adveniente, ma il mal comune mezzo gaudio non ci rende più felici, d’altra parte nei paesi limitrofi, come da foto di copertina, qualcosa si muove.

  • Non presentano elementi che minacciano l’attrattività complessiva della destinazione (es. aree moderne di impatto visivo negativo, elementi detrattori dell’integrità paesaggistica, ecc.).

Era un sogno il presentare la candidatura, resterà tale. Purtroppo negli anni ’80 abbiamo buttato via una grande occasione. Potevamo rendere il nuovo quartiere Ianziti un bellissimo quartiere residenziale. E’ invece l’emblema di ciò che poteva essere e non è stato, case bellissime e case molto meno belle, viali spaziosi che potevano divenire dei bei viali alberati e stradine che si attorcigliano su se stesse, e molto altro ancora in un cortocircuito di bellezza e spreco. Ci sarebbe voluto un Renzo Piano per progettare la nostra zona d’espansione, non l’abbiamo avuto, peccato.

Facciamo il tifo per Roseto Valfortore e Biccari.

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