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Dimensionamento scolastico, la Comunità Montana del Fortore contro le disposizioni del piano regionale.

La Comunità Montana del Fortore, presieduta da Zaccaria Spina, esprime dissenso per le disposizioni previste dal piano di dimensionamento scolastico, di recente inserito dall’attuale governo della premier Giorgia Meloni nella Legge di Bilancio 2023, che produrrà effetti a partire dal 2024/2025.

Una totale contrarietà è stata manifestata verso una proposta che rappresenta una seria minaccia per le aree interne del Mezzogiorno e per i territori interni e montani. La Giunta dell’Ente ha sollecitato Regione Campania, Conferenza Stato-Regioni, Uncem, Upi, Anpci, Anci, la deputazione regionale e nazionale sannita affinché ponga in essere “ogni utile iniziativa intesa a confermare la deroga per le aree interne, collinari e montane, contro il limite minimo di alunni per istituto scolastico di primo e secondo grado, essendo tali aree maggiormente interessate da fenomeni di desertificazione sociale, di denatalità e di crollo demografico”.

“Il nuovo piano di dimensionamento – secondo vice presidente della Comunità Montana del FortoreGiuseppe Addabbo – così come proposto e formulato, è oltremodo penalizzante per l’organizzazione scolastica, non solo sull’intero territorio nazionale, ma ancor di più per le aree interne delle regioni del Sud dove, più delle altre, si risente il fenomeno dello spopolamento e della desertificazione, particolarmente evidenti nei comuni di minori dimensioni ricadenti in aree montane”.

Richiamata anche la sentenza della Corte Costituzionale che, dichiarando una illegittimità costituzionale, ha confermato nei fatti la competenza esclusiva regionale in materia di programmazione della rete scolastica. “L’autonomia scolastica degli istituti se attuata con l’aumento del numero minimo degli alunni iscritti, determina di fatto una visione esogena della problematica, che mal si concilia con settori fondamentali dello sviluppo, rappresentati dalla cultura e dalla scuola. E’ inaccettabile una proposta di questo genere e soprattutto è ora che tutti abbiano contezza di quello che sta accadendo sopra le nostre teste. Perché probabilmente ancora non si è inteso il rischio concreto che stiamo correndo. Il problema va sollevato a tutti i livelli ed è opportuno che questo tentativo di sottrarre anche gli ultimi presìdi aggregativi alle piccole realtà venga sventato grazie ad una presa di coscienza collettiva. La derivante ed inevitabile riduzione dei plessi scolastici determinerà effetti negativi sulla vitalità della collettività locale, di cui la scuola costituisce patrimonio fondamentale” .

fonte: Matesenews

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