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Conferenza dei sindaci sulla problematica del 118

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa della Comunità Montana del Fortore in merito alla Conferenza dei Sindaci tenutasi il 15 giugno 2023 sulla problematica della demedicalizzazione dell’ambulanza del 118

La conferenza dei Sindaci della Comunità Montana del Fortore, convocata dal presidente Zaccaria Spina, si è riunita per affrontare la problematica della demedicalizzazione delle ambulanze situate presso i Comuni di San Bartolomeo in Galdo e Ginestra degli Schiavoni che sta destando allarmismo e preoccupazione nella popolazione di tutti i Comuni fortorini.
L’eliminazione del medico a bordo delle ambulanze nel territorio fortorino va a pregiudicare il  fondamentale diritto  della persona alla tutela della salute, mette in pericolo la corretta erogazione del servizio di intervento urgente a cura del 118 nei comuni del fortore e pre-fortore con gravi rischi per le persone e le comunità e contribuisce ad acuire ed amplificare il depauperamento di servizi essenziali con contestuale accelerazione del tragico fenomeno di spopolamento e desertificazione che invece a livello nazionale ed europeo si intende combattere e contrastare in ogni modo.
Presenti quasi tutti i sindaci dell’area interessata dai servizi delle ambulanze di San Bartolomeo in Galdo e Ginestra degli Schiavoni: hanno contribuito al dibattito i sindaci di San Bartolomeo in Galdo, San Marco dei Cavoti, San Giorgio la Molara, Castelfranco in Miscano, Baselice, Foiano Valfortore, Ginestra degli Schiavoni nonché gli assessori di Montefalcone di Valfortore e Molinara.
All’unanimità sono stati condivisi i seguenti principi e richieste  da sottoporre all’attenzione delle Autorità preposte:
– Mantenimento delle ambulanze medicalizzate di San Bartolomeo in Galdo e Ginestra degli Schiavoni (almeno per le 12 ore giornaliere);
l’attuale organizzazione  sta dando ottime risposte su tutti i comuni interessati e, ad oggi rappresenta una delle cose che funzionano in special modo se viene messa in rete e supportata dagli altri servizi funzionanti come ad esempio le Continuità assistenziali che mettono a disposizione il medico nelle ore notturne e festive.
– Incremento, ma non modifica dell’attuale organizzazione della rete dell’emergenza (118) con l’istituzione di ulteriori presidi medicali, mobili o fissi che vanno ad implementare ma non a sostituire l’attuale modello organizzativo.
– Comunicazioni ufficiali e rassicurazioni affinché l’espletamento del concorso bandito dalla ASL servirà prioritariamente a reclutare medici da destinare ai servizi sul territorio fortorino.
– Prevedere clausole concorsuali, premialità, indennità tese a favorire la permanenza dei medici in servizio nelle aree svantaggiate scoraggiando le repentine richieste di trasferimento degli operatori in servizio in queste aree evitando altresì che alcuni territori vengano utilizzati solo come “taxi” per approdare in zone più comode.
– Intraprendere ogni iniziativa tesa ad eliminare barriere relativa alla regionalità o addirittura alla provincialità nella definizione delle aree di intervento, in quanto i paesi della Comunità Montana del Fortore spesso sono confinanti con i centri delle province di Foggia, Campobasso ed Avellino.

In buona sostanza sono tutti d’accordo nel respingere le proposte di soluzioni uguali a territori diversi e, si è presa in considerazione la possibilità di interagire e coordinarsi con le comunità della vicina area del Tammaro.
L’assemblea ha preso atto dell’impegno profuso dal Direttore Generale della ASL di Benevento apprezzando l’interessamento e la sensibilità  al problema sollevato dall’area fortorina e confida che, ancora una volta tutti insieme si riuscirà a trovare una soluzione per rassicurare e tutelare la popolazione del Fortore e pre-Fortore.

L’UFFICIO STAMPA

Buoni propositi, soprattutto l’iniziativa sul superamento delle barriere regionali. Indubbio che noi impieghiamo meno tempo per raggiungere Lucera e Foggia, pertanto sarebbe auspicabile che il 118 per pazienti di San Bartolomeo si recasse in Puglia, purtroppo i confini regionali sembrano più insuperabili del muro di Berlino in piena guerra fredda.

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