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Ant-Man Edwards e gli errori di valutazione

Lo scorso anno Anthony Edwards prima scelta assoluta dei Minnesota Timberwolves nel novembre 2020, data procrastinata causa pandemia, fece una dichiarazione roboante: “Nel giro di 2 o 3 anni, sarò il più forte in NBA”.

Lo ammettiamo, abbiamo sogghignato e dimenticato la “sparata”. Buon giocatore Ant-Man, ma nella NBA gira gente come Nikola Jokic, Luka Doncic, Giannis Antetokoumpo, Joel Embiid, Lebron James, Jayson Tatum, Shai Gilgeous Alexander.

Il ragazzo parlava in prospettiva, si era dato 2/3 anni di tempo.

A distanza di un anno e alla luce delle mostruosità che sta combinando in questi Play Offs le parole di Ant-Man ci sembrano anche moderate.

Edwards ha alzato il suo livello di gioco in modo clamoroso, il campione si distingue dal buon giocatore quando ai PO cambia marcia e va in missione titolo.

Michael Jordan in ciò è stato il migliore di tutti, lui sentiva il sangue e come uno squalo azzannava senza pietà.

Ant-Man ci ricorda MJ, non ha paura di nessuno, questa notte ha tagliato la difesa dei Denver Nuggets, la squadra favorita per il titolo come fosse un coltello incandescente in un panetto di burro. Ha messo a referto 43 punti contro gente come Jokic, Porter jr, Gordon, gente che ha l’anello al dito e che ha tutta l’intenzione di non lasciarselo sfilare.

Non sappiamo come andrà a finire questa serie, ma la NBA continua ad avere la nostra immensa ammirazione. Il meccanismo del Draft funziona quasi sempre, si livellano le squadre e difficilmente chi decide di far collezione di figurine, vedi ultima Phoenix con Kevin Durant e Bradley Beal, vince il titolo. Vince la programmazione, vincono le scelte e la NBA dà la possibilità a tutti di poter scegliere il migliore.

Nel 2020 è capitato a Minnesota e Ant-Man sta dimostrando di essere il più forte di tutti con un paio d’anni d’anticipo.

Tornando a questi PO, Denver resta favorita, con i suoi Jokic, Murray e Porter jr, tutti provenienti dal draft, poi c’è Boston del paesano di Itri Giuseppe Joe Mazzulla, Minnesota e al quarto posto vedo i giovanissimi Oklahoma City Thunders.

Samuele Lo Presti altro paesano, meriterebbe davvero il titolo perché dopo aver costruito la squadra finalista qualche anno fa con Kevin Durant, Russel Westbrook, James Harden, Serge Ibaka, fermata alle soglie del titolo da un monumentale Lebron James ci riprova con una banda di giovani scalmanati.

Ultima menzione per i New York Knickerbockers e Tom Thiboudeau. Tom è un grande allenatore, forse anacronistico in questa Lega, ma un idolo per i suoi tifosi.

Tom non sa cosa sia il deleterio Load Management, fatto contrattualizzare per la prima volta da Kawhi Leonard, per lui i titolari devono lasciare l’anima in campo, gente come Jalen Brunson, Josh Hart, Donte Di Vincenzo giocano 40 minuti ad allacciata di scarpe. Con Tom si torna indietro alla NBA eroica di Jordan e soci, quando si usciva dal campo solo con una gamba rotta.

Grazie Tom ci hai riportato indietro nel tempo.

Buoni Play Offs a tutti.

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