29 secondi, ma in fondo, quello che conta è il pensiero

Venti che spirano ad oltre 100 km/h, onde alte fino a 10 metri, coste devastate, binari divelti, case ed attività distrutte, danni per oltre 500 – 1000 milioni di euro, la stima è in divenire.

Alle 20:28, dopo un telegiornale di notizie che ci riportano le stupidaggini dell’uomo dai capelli arancioni, di uomini che uccidono le donne, di quattordicenni scomparsi e poi ritrovati che vogliono fare “soldi facili in Svizzera”, di riforma della Giustizia e annesso referendum, alle 20:28 a telegiornale ormai terminato, uno stanco Mentana chiude la diretta con queste parole: “È il caso di ricordare che ci sono stati gravi disagi e danni in alcune regioni del Centro e del Sud italiano per il passaggio del ciclone Harry … Gli amministratori delle tre regioni colpite (Sardegna, Sicilia e Calabria, ma c’è anche la Puglia ndr) sono pronti alla conta dei danni ed a chiedere lo stato d’emergenza”.

Non un servizio video sulle imponenti mareggiate, non un’intervista a quella povera gente, non un commento dei politici romani.

Ciò che colpisce il cronista è l’impegno dei Presidente delle tre regioni, a contare i danni e prepararsi a chiedere soldi chiedendo lo stato d’emergenza.

29 secondi per parlare della più imponente e terribile tempesta mediterranea dal 1972.

29 secondi per circoscrivere quella che da tutti i meteorologi è stata definita la tempesta del secolo.

29 secondi per capire che la “Tempesta del secolo” è stata sfigata, perché se si fosse abbattuta da qualche altra parte e non nel Meridione d’Italia, avrebbe avuto più spazio sui giornali mainstream, sulle televisioni “nazionali” e sui social.

Un giorno diventeremo una sola nazione, continuiamo ad aver fiducia.

Nell'ultima settimana

Maria Colatruglio

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Rosa Delle Donne

Pasquale Sangregorio

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Solo chi non fa i pronostici non li sbaglia....
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