Elezioni provinciali 2026, vince Clemente e vincono i maschi.

Due anni fa Clemente aveva eletto 5 consiglieri provinciali, fino a quando l’11 luglio 2024 il sindaco di San Bartolomeo in Galdo Agostinelli con un post sui social lasciava il partito Noi di Centro in polemica con Clemente non condividendone più il “progetto”, scrivendo: “Peccato che l’attuazione del suo progetto sia intrisa di alcune storture e sbavature, la cui sopportazione richiede un fegato al di là delle mie misure”.

Sicuramente Agostinelli avrà salvaguardato il suo fegato, ma Clemente non se n’è fatto un cruccio.

Le due elezioni successive all’uscita di Agostinelli dal partito hanno visto Clemente vincere contro ogni pronostico.

È riuscito a portare il figlio Pellegrino in Consiglio Regionale, e alle ultime elezioni provinciali ha confermato i suoi 5 consiglieri, di contro il partito Fratelli d’Italia dove è confluito Agostinelli andando a ricoprire una carica di primo piano non ha eletto nessun consigliere regionale vedendoselo sfilare per una manciata di voti dall’amico di coalizione Rubano ed eleggendo un solo consigliere provinciale anche in questo caso venendo superati da Forza Italia di Rubano che ne ha eletti 2.

Una premessa bisognava farla riguardo alle elezioni provinciali, dopo la riforma Del Rio, sono elezioni che non importano a nessuno tranne che ai consiglieri stessi e lo dimostra l’affluenza bulgara al voto, hanno votato 901 aventi diritto su 934, il 96,5%. Eppure la carica di consigliere provinciale ha la stessa valenza del 2 coppe con briscola a bastone, chi conserva un minimo di potere è il Presidente che per questo si elegge in un’elezione a parte.

Clemente vince riportando con le sue liste ben 40346 voti ponderati ed eleggendo 5 consiglieri su 10, ben il 50%.

L’altro vincitore di queste elezioni è la Lega che azzarda una lista in solitaria e viene premiata con 10044 voti ponderati eleggendo un suo consigliere.

Veniamo agli sconfitti, e qui è facile puntare il dito sull’autolesionismo della Sinistra che per mancato accordo presenta due liste raggiungendo in totale 22171 voti ponderati, ma eleggendo un solo consigliere, avrebbe potuto eleggerne 3, sicuramente 2, come farsi del male da soli in modo tafazziano.

Il Partito Democratico da una parte con 14672 voti ponderati ed eleggendo un solo consigliere, i Verdi-Sinistra e Socialisti dall’altra totalizzando 7499 voti e non eleggendo nessun consigliere.

Come buttare a mare quasi 14000 voti ponderati e vivere felici.

Il derby tra Forza Italia e Fratelli d’Italia insieme in una lista che ha ottenuto 24264 voti ponderati è stato vinto da Rubano che elegge due consiglieri contro uno di Fratelli d’Italia e magra consolazione è continuare a dire che Stravino è il candidato più votato.

L’altra grande sconfitta insieme con la Sinistra è la Valfortore.

Avevamo due rappresentanti Ruggiero sindaco di Foiano ed Agostinelli, nessuno dei due si è ricandidato e non andiamo a sindacare tale scelta, resta l’amara realtà che ai due non è succeduto nessuno.

Il PD ha candidato Immacolata Cilenti che non ha sfigurato, risultando la terza più votata nella lista del Partito Democratico con 781 voti ponderati.

Diversa la strategia in Fratelli d’Italia che candidano Patrizia Pepe di San Bartolomeo in Galdo non votandola, nella casella voti ponderati della Pepe leggiamo uno 0.

In realtà non c’è da meravigliarsi, sono strategie, ciò che ci colpisce e di ciò ci rammarichiamo è che nelle sei liste presentate ci sono ben 11 candidati che totalizzano 0 preferenze e sono tutte donne, mentre gli eletti sono tutti maschi.

C’era l’obbligo di avere in lista almeno il 40% di donne, ma dall’averle in lista e votarle ci passa il mare.

La Provincia di Benevento, almeno politicamente non è una provincia per donne.

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