Gesù di è fatto un selfie. Quattro chiacchiere sulla Fede in Chiesa Nuova

Antonio Passaro è nostro cugino, nato a Napoli da padre sanbartolomeano e madre napoletana.

Antonio Passaro ha un curriculum lungo un chilometro, il suo libro “Il valore del lavoro” gli è valso un invito al Quirinale dall’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Un altro suo libro “La politica sospesa” è stato presentato in vari incontri a cui di volta in volta hanno partecipato Giuliano Amato, Massimo D’Alema, Stefano Parisi, Roberto Maroni.

Antonio Passaro è dunque abituato a ben altri palcoscenici, eppure nell’umiltà che contraddistingue sempre le persone di valore ha deciso e voluto che il suo libro “Gesù si è fatto un selfie” fosse presentato al “suo” paese.

Non eravamo molti ier sera in Chiesa Nuova, circa 35 persone, 20 erano i parenti, ma come Dio promise ad Abramo che avrebbe salvato Sodoma se vi avesse trovato almeno dieci giusti (ma poi sappiamo come andò a finire), così il dio della cultura ha salvato San Bartolomeo in Galdo per quei 15 amici che senza vincolo di parentela hanno sfidato il caldo di una serata d’agosto per presenziare all’incontro.

Siamo andati via tutti molto contenti di aver dedicato un’ora del nostro tempo ad ascoltare un dialogo sulla Fede tra l’autore e Padre Antonio Latella che hanno spaziato tra vari argomenti tutti incentrati sulla figura del Salvatore.

Una domanda posta da Padre Antonio ci ha lasciato uno spunto di riflessione interessante: Quanto ha inciso la Fede dei tuoi genitori sulla tua vita da cristiano?

La risposta è stata ovvia: Quasi tutto se non tutto quello che in materia di Fede sono adesso lo devo a loro.

Ed allora ci viene in mente un testo letto molti anni fa, in tempi non sospetti, quando ancora la pandemia non aveva svuotato le chiese che faticano, a distanza di 6 anni, a riempirsi. Il libro fu scritto da un teologo che attualmente è Segretario della sezione dottrinale alla Congregazione per la Dottrina della Fede Monsignor Armando Matteo e si intitola: La fuga delle quarantenni. Il difficile rapporto delle donne con la Chiesa.

Don Armando circa dieci anni prima che il fenomeno si manifestasse in tutta la sua forza, aiutato dal catalizzatore della pandemia, aveva intuito la crisi che stava attraversando la Chiesa e tra le cause aveva individuato l’allentamento del rapporto o patto tra le donne e la Chiesa. Le donne, forse a motivo, forse no, esprimono sempre più diffidenza sulla capacità educativa degli uomini di religione e giocoforza questa diffidenza si ripercuote sulla Fede che loro hanno sempre trasmesso alle nuove generazioni.

Quando la famiglia, la donna in particolare diffida più in generale della Chiesa non costruirà fondamenta spirituali forti nelle nuove generazioni.

E proprio su questo Padre Antonio ha concluso un suo intervento, affermando che quando c’è un terremoto se non vi sono fondamenta forti le case crollano, la pandemia è stato un terremoto che non ha fatto altro che “far crollare case che mancavano di fondamenta solide”.

Bisogna tornare a costruire, ovviamente diversamente, o come dice Monsignor Matteo: “Bisogna rivedere i termini dell’Alleanza tra la Chiesa e le donne”.

Grazie ad Antonio Passaro e grazie a Padre Antonio per questo piccolo, grande incontro di Fede in questa rovente estate sanbartolomeana.

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