Molti ci chiedono in che giorno è nato San Bartolomeo in Galdo. Noi rispondiamo che non lo sappiamo. Non è così inconsueto non conoscere mese e giorno di una data lontana nel tempo. Del più grande poeta italiano e forse mondiale di sempre il sommo Dante si conosce l’anno di nascita il 1265, ma né il mese, né il giorno, figuriamoci di un piccolo paese dell’entroterra appenninico meridionale.
Conosciamo con certezza l’anno, ed è il 1327, ed allora non conoscendo il giorno ed il mese, lo festeggeremo per tutto l’anno, ogni giorno del prossimo anno sarà il suo compleanno, ad ogni brindisi che farete il prossimo anno a partire dal brindisi di fine anno 2026, aggiungerete gli auguri per il vostro malconcio paese.
Sull’anno di nascita abbiamo la certezza assoluta, in primis perché ci è confermato dal grandissimo professore Fiorangelo Morrone, in secundis tale data non è stata confutata ma anzi fatta propria dal nostro indimenticato prof. Gianni Vergineo.
Noi dal basso della nostra capacità storica non ci azzardiamo a confutare né l’uno né l’altro e ci accodiamo ai loro studi.
La data del 1327 si trovava in un Diploma di re Roberto D’Angiò, il quale rispose affermativamente alla richiesta di Nicola da Ferrazzano, terzo abate del glorioso monastero di Santa Maria del Gualdo Mazzocca, di poter ripopolare un luogo burgensatico che si trovava equidistante da Ripa, Castelmagno, Foiano, Sant’Angelo e Baselice.
Ci ha colpito la richiesta di “ripopolare”, significa che San Bartolomeo o almeno un suo antenato esisteva già nello stesso luogo e chissà per quale motivo è “morto”, tuttavia come la fenice è risuscitato dalle proprie ceneri, e ciò fa ben sperare se un giorno, speriamo il più lontano possibile, dovessimo “estinguerci”, sicuramente rinasceremo, perché la posizione di SBiG al netto dei collegamenti inesistenti è davvero felice.
Il diploma di re Roberto è andato perso, tuttavia nel 1772 durante un processo intentato dai Caracciolo contro gli abitanti di San Bartolomeo ne fu presentata una copia o forse l’originale. Gli atti del processo sono andati distrutti, tuttavia ci resta la sentenza del 1776 estesa dal giudice Domenico Porcinari che fece un compendio del diploma, conservato nell’Archivio di Stato di Napoli, Tribunali antichi, Sentenze del S. R. Consiglio, vol. 310, anno 1776, ff. 282 – 282t.
E proprio in tale compendio noi leggiamo che l’abate espose al Re Roberto di poter riabitare questo luogo abbandonato (…totaliter derelictum, rehabitare facere…) e ciò fu fatto dall’anno 1327 fino al 1330 (Idque factus ab anno (1327) usque 1330).
Festeggeremo dunque, nel 1327 i 700 anni dalla fondazione di SBiG.
Abbiamo iniziato per tempo un lavoro di digitalizzazione e pertanto, messa in sicurezza della storia di San Bartolomeo, ottimisticamente pensavamo di concluderlo per l’anno prossimo, ma con rammarico ci siamo accorti che il lavoro è superiore alle nostre forze ed al nostro tempo, tuttavia buona parte è stato fatto.
Abbiamo iniziato in contemporanea, anche l’indicizzazione dei registri, così da renderli fruibili a tutti, ma anche in questo caso il lavoro è lungi dall’essere completato. Avevamo immaginato frotte di volontari che ci venivano in aiuto, ma abbiamo peccato di ottimismo.
Per amore della verità ci ha distolto dal nostro lavoro anche un imprevisto fortunatissimo per la storia del paese, la possibilità di poter visionare l’archivio familiare della famiglia Catalano, per tal ragione abbiamo accantonato un po’ il lavoro sull’archivio parrocchiale per concentrare quel poco tempo disponibile sull’eccezionale archivio della più importante famiglia di San Bartolomeo e ne siamo stati, e ancora ne siamo ben ripagati.
Abbiamo lanciato appelli su chi avesse idee per festeggiare degnamente SBiG, ma sono andati deserti. Lo rinnoviamo in questo scritto, i contatti sono sbig@sanbartolomeo.info , oppure il form che trovate nel sito.
Ci chiedono, alcuni amici (pochi per la verità), cosa fare per darci una mano. Noi non siamo degli organizzatori di eventi, però crediamo che chiunque sappia fare qualcosa, il prossimo anno dovrebbe dedicare un po’ del suo tempo al paese.
Sai suonare? Suona qualcosa per il paese. Sai fotografare? Fotografa il paese nei suoi angoli più belli, ma anche nelle sue ferite. Sai cucinare? Cucina qualcosa per SBiG. Sai fare dolci? Realizza un dolce per il paese? Lavori le ceramiche? Sai scrivere? Sai disegnare? Sai fare il maniscalco? Ognuno secondo le sue possibilità dovrebbe restituire qualcosa al paese che ci ha dato i natali e per i più fortunati ci ha visti vivere.
Noi abbiamo in mente un piccolo calendario di manifestazioni. Piccolo, ma è quello che stiamo preparando da anni e stiamo realizzando con la pochezza di mezzi e tempo a disposizione.
Ad Maiora SBiG! Per gli auguri aspettiamo ancora 3 mesi, 22 giorni, 11 ore e 46 minuti




