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Anticamente, l’asino ha rappresentato per la comunità della Valle del Fortore, un valido ausilio per le diverse attività. Con lo sviluppo economico di molte aree rurali e con l’evoluzione tecnologica, questo animale è diventato sempre meno utile, fino ad essere considerato specie a rischio di estinzione.
L’asinello è tipicamente noto per essere dolce, riservato, affettuoso e paziente, capace di provare un reale affetto verso coloro che lo trattano convenientemente, riconoscendo il padrone senza esitazione, dimostrando con il suo comportamento di essere lieto di vederlo. Esegue con consapevolezza le sue mansioni, con coraggio e prudenza affronta le situazioni difficili senza fuggire, eventualmente aggirandole per non andare incontro a pericoli. Particolarmente socievole ed estremamente curioso, intuisce lo stato d’animo delle persone che gli stanno vicino.
È ormai noto che il comportamento dell’asino dipende in larga misura dal padrone; trattato e tenuto bene si dimostra svelto, docile e operoso, altrimenti è pigro, ottuso e testardo.
Circa la sua nutrizione, è un animale, esigente riguardo l’acqua, visto che per bere la vuole pulita, viceversa, si accontenta del foraggio più povero, al punto tale che l’erba ed il fieno rifiutato dalle mucche, costituiscono per lui una vera leccornia e, in caso di bisogno, non disdegna le ortiche e le piante spinose.
In Scandinavia per tenere pulito il sottobosco ed evitare così il rischio degli incendi utilizzano asinelli allo stato brado, che sembrano assolvere alla mansione di taglia erba brillantemente
Negli ultimi tempi si assiste in tutta Italia ad una crescita della sensibilità alla causa asinesca. Si moltiplicano le associazioni tese a salvaguardare questo nobile animale dall’estinzione, adottando ogni logica possibile, ed impiegandoli in una moltitudine di attività. Si pensi, all’onoterapia o alla produzione di latte d’asina, con le sue note ed insostituibili proprietà, ma anche, più semplicemente, al trekking someggiato ovvero a quegli eventi che a vario titolo coinvolgono asini (l’esistenza in Italia di vari antichi pali d’asini). Il latte di asina è sempre stato apprezzato, grazie a una composizione chimica che lo rende molto simile a quello della donna: elevato grado proteico, presenza di zuccheri (in particolare lattosio) e ricchezza di elementi essenziali, quali acidi grassi polinsaturi e vitamine A, B e C, particolari proprietà antiallergiche e antitumorali. La richiesta maggiore di latte d’asina proviene dall’industria farmaceutica, per un ampio raggio di destinazioni che vanno dalla dietetica infantile( ad esempio per i bambini allergici il latte ricostituito in polvere e per i nati prematuramente) alla geriatria, con possibilità d’impiego anche nella cosmesi, in trattamenti per la pelle e i capelli.
Sfruttando le caratteristiche fisiche e comportamentali dell’asino è possibile offrire preziosi servizi non solo per la riabilitazione e cura degli handicap, ma soprattutto a favore di quelle persone, in particolare bambini, che avvertono l’esigenza di superare problemi di relazione e socializzazione più attinenti alla sfera affettiva ed emozionale, con buoni risultati (l’onoterapia offre programmi per scopi terapeutici).
Da considerare poi il turismo e gli asini, il trekking someggiato, rappresenta una nuova alternativa alle solite vacanze. Gli asini sono animali di una simpatia estrema, docili e cordiali, rappresentano un metodo nuovo e allo stesso tempo atavico per un contatto con la montagna.
Gli itinerari di questi trekking si svolgono su sentieri di facile percorrenza e privi di difficoltà tecniche, ma ricchi di contenuti ambientali, storici e antropologici, che abbisognano di numerose soste per essere osservati con adeguato interesse.
Viste le diverse modalità di impiego degli asini, è possibile avviare un’attività redditizia, salvaguardando nel contempo l’asino dall’estinzione.
L’asino ha rappresentato la salvezza per molti contadini, e similmente al maiale, ha avuto una multifunzionalità nella vita quotidiana. I nonni raccontano che al passaggio degli asini in paese, le donne correvano per raccogliere i fumanti sterchi che erano il vero concime naturale, da utilizzare anche per uso domestico come combustibile per il focolare.
Oggi in molte realtà come la nostra questo animale è ormai scomparso e quando se ne scorge qualcuno, per tanta gente, avanti con gli anni, rappresenta solo un bellissimo ricordo di tempi in cui il somarello era per l’uomo oltre che una vera e propria compagnia, un vero compagno di vita.