Coltivazione biologica per il Sommarrello

Nel contesto di una politica volta in più settori alla riscoperta di prodotti tipici, un team di enologi e viticoltori della Valfortore lancia sul mercato un prodotto locale «Il sommarrello», vino rosso IGT, ottenuto da un vitigno, già presente nella zona e che rischiava l’estinzione, rivalutato dalla «Castelmagno srl».
A questa società, sorta nel 1999, e composta dai fratelli Ing. Salvatore Pizzi e Agronomo Antonio Pizzi, dai fratelli professori Michele e Carmine Circelli, dai fratelli ing. Marco Pizzi e dottore in Economia e Commercio Diego Pizzi, il merito di aver dato l’avvio alla produzione di un vino tipico, che ha larghe possibilità di ottenere la denominazione DOC e di essere ampiamente commercializzato
La «Castelmagno» ha già impiantato cinque ettari di vigneti ed altrettanti ne impianterà nei prossimi anni per raddoppiare la produzione, che per il 2001-2002 è già stata di settemila bottiglie. In programma la partecipazione nella primavera del 2003 alla Fiera internazionale di Verona, con due vini rossi e con un vino bianco, con la prospettiva che «Il sommarrello» ottenuto fondendo pratiche di viticoltura biologica con tecniche enologiche innovative potrà incontrare il favore di mercati italiani ed esteri. «Il sommarrello», sostengono gli esperti, «esalta i profumi propri del vitigno, è fresco e persistente al gusto, è fruttato con spiccati sentori di more, finocchietto e liquirizia, e si abbina perfettamente ai primi piatti succulenti e alle carni rosse e bianche, caratteristica della nostra cucina mediterranea. Per l’anno in corso, intanto, le bottiglie possono essere acquistate presso il negozio locale di generi alimentari «Pacifico», o stappate al ristorante «Il Fauno».
Giova aggiungere che la società si avvale della consulenza, della guida tecnica e delle competenze dell’agronomo specialista di virosi delle piante dott. Antonio Pizzi e dell’enologo Angelo Pizzi conosciuto e apprezzato a livello nazionale e internazionale.