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Il viaggio nella storia “L’insediamento di San Bartolomeo nel Medioevo” tocca questa volta ‘Castelmagno’.

A nord-ovest dell’attuale cittadina di San Bartolomeo in Galdo, a ‘un getto di pietra’ dal fiume Fortore , sorgeva in tempi remoti, un centro urbano già fiorente ai tempi di Roma, destinato a raggiungere maggiore importanza con l’immigrazione forzata dei Ligures Bebiani. Si tratta dell’attuale contrada interamente disabitata detta Castelmagno, dove reperti archeologici di grande importanza, stanno a testimoniare più fasi abitative succedutesi nel tempo sullo stesso sito, dall’era preistorica all’età romana, dall’epoca feudale fino al secolo XV. L’esistenza di Castelmagno è confermata dal Diploma di Arechi II relativo al 774 nel quale ritroviamo scritto: “Ecclesiam Sancti Magni in Castello cum pertinentiis suis”. Lo si trova ricordato nel diploma di Ottone del 997: “Confirmamus eidem monasterio ecclesiam Sancti Magni in Castello Magno cum omnibus pertinentiis suis” , nonché nei successivi diplomi degli imperatori Enrico e Corrado e nelle bolle dei papi Gregorio VII (1084) e Pasquale II (1102) È nominato inoltre, nel secolo XI, in occasione della fondazione della badia di Decorata, avvenuta nel 1051 o 1052.
Il paese di Castelmagno esisteva sotto Guglielmo II e all’epoca dei baroni Normanni. Fu prima nella contea di Civitate, poi nel Giustizierato di Capitanata; se ne fa menzione anche nel “Catalogus Baronum”: ‘313. Sardus de Castello Magno tenet Castellum Magnum, quod, sicut dixit, est feudum dimidii militis, et cum augmento obtulit milites duos et servientes quattuor’ . Quando appartenne al Giustizierato di Capitanata fu dato al signore di Ripa: ‘ n.1409. Dominus Elias de Ripa tenet Ripam quod est feudum unius militis, et Castrum Magnum quod est medium feudum’ . Se ne parla, infine, in una bolla del vescovo di Volturara del secolo XI: ‘Quoniam tu Petrus presbiter et Petrus filius Joannis in Castello Magno habitantes, a novo fundamine construxistis ecclesiam in honore Sancti Magni foris Castello Magno, juxta ecclesiam Sancte Crucis’. Castelmagno diventò, in seguito, un semplice casale che, dato in proprietà alla badia di Santa Maria a Mazzocca, finì con l’essere disabitato e perdere la sua autonomia. Probabilmente dovette essere distrutto nel 1253, all’epoca delle guerre contro Federico e Manfredi. Nel 1320 non era più considerato tra i luoghi abitati e nella cedola di ripartizione del tributo per il detto anno non è affatto nominato. Ora il nome di Castelmagno è rimasto nella contrada che, poco distante dall’attuale centro abitato, si vuole sia stato rifugio di briganti.