Dopo una breve parentesi di riposo nel suo paese, è ritornato tra i poveri del Piauì, quelli che considera per dirla con le sue parole "la mia gente".

Padre Domenico, in Brasile è Frei Josè, originario di San Bartolomeo, cittadina che una volta era serbatoio di vocazioni religiose. E' da ventisei anni in Piauì. Come ogni missionario che si rispetti, torna raramente e malvolentieri alla terra dei suoi natali. Per fargli rivarcare l'oceano il padre provinciale gli ha spedito un ordine perentorio "Obbedienza" per fargli accettare un po' di riposo tra noi, i suoi familiari e la sua gente d'origine. Padre Domenico è uomo di poche parole e di molti fatti. Per lui quello che veramente conta non è il racconto dei molti "miracoli", di cui si pascono volentieri, generalmente anche i missionari e nemmeno ama le meraviglie che ci riferiscono i turisti distratti e vagabondi. Per lui quel che veramente conta è vivere il Vangelo insieme a quella gente, in una terra che egli ha scelto o gli è toccata.
Vivere tra gente poverissima, tra un nugolo di bambini e di bambine, per i quali la strada è casa, è famiglia, è tutto. Si pensi che per anni è vissuto in una baracca senza luce, senza acqua e praticamente solo. Si è identificato in questo modo con la sua gente anzi con i più poveri della sua gente. Dice padre Paolino Bruno "fra Domenico è di poche parole, e aggiungo che è la sua stessa figura a incutere un certo riserbo: è ossuto, asciutto e direi, di tipo ascetico. Mi ricorda un profeta biblico o un padre del deserto. "In questi 26 anni di missione ha fatto tantissimo per la povera gente ed è là che è tornato da poco, ha detto "è là che voglio restare per sempre, nel Piauì tra i miei bambini fin a quando sorella morte non verrà  a prendermi".

Grazie padre Domenico, anzi come dice chi lo saluta nel suo Piauì "Obrigado, frei Josè".