Un sacerdote Rogazionista dall’aria timida e dagli occhi sorridenti, che affonda le sue radici nel paesino di San Bartolomeo.

In Albania mancano le leggi a tutela dei diritti dei cittadini. Il lavoro manca quasi totalmente perché l’economia è inesistente, anche se questa è una terra ricca di minerali e di acqua. La criminalità riesce ad organizzarsi con facilità, reclutando manovalanza a volontà, per cui prospera il commercio della droga, delle armi, della prostituzione. L’Albania è un paese povero non solo economicamente, ma anche moralmente. A San Nicola un piccolo villaggio ci sono i bambini che per le strade polverose giocano a pallone scalzi, per non consumare le scarpe. È in questo contesto che incontriamo P. Salvatore Reino, un sacerdote Rogazionista pieno di creatività, di buona volontà e di tanto spirito di adattabilità, è ormai da un po’ di anni che ha iniziato il suo apostolato in questi posti dimenticati.
Un decennio fa l’Albania veniva fuori dalla dittatura comunista che lasciava in una situazione di arretratezza l’economia e la cultura. Fu allora che i missionari Rogazionisti per la prima volta approdarono in Albania, iniziando la loro missione di bontà nei villaggi più depressi e poveri. Nei campi si lavorava con attrezzi rudimentali, si viaggiava con i carri trainati dai somarelli, le case erano catapecchie fatiscenti. I Rogazionisti, oltre a portare la buona novella del Cristo che duemila anni fa scombussolò il mondo con le sue parole d’amore e di eguaglianza, hanno portato un aiuto concreto alla gente, in particolar modo ai più vulnerabili e indifesi. Hanno promosso l’adozione a distanza, volta a rispondere ai bisogni dei bambini. È un’adozione morale e spirituale, mediante la quale si collabora alla crescita di un bambino che vive in situazioni difficili. Le loro iniziative hanno portato alla costruzione di case, scuole, ambulatori sanitari, condotte per l’acqua potabile. Un’attenzione particolare è stata volta all’educazione dei giovani, alla scolarizzazione ed ai corsi di formazione lavorativa.
I missionari Rogazionisti rivolgono la loro attenzione all’uomo intero. Cercano di dare una risposta non solo ai suoi bisogni materiali, ma anche alle sue aspirazioni morali e spirituali. Vogliono così infondere nella gente la fiducia nell’avvenire e, offrire ai giovani albanesi alternative credibili, alla via della fuga in occidente.