L’appuntamento con la storia medoevale ‘L’insediamento di San Bartolomeo nel Medioevo’ questa volta tocca l’evoluzione del centro abitato e fondazione della parrocchia.

Come è stato detto in precedenza, nel 1330, l’abate del monastero del Gualdo e il vescovo di Volturara decisero di dar vita ad una parrocchia nel nuovo insediamento di San Bartolomeo in Galdo; il 6 novembre di quello stesso anno, il nuovo agglomerato, passava dalla sudditanza all’abazia di S.Maria a Mazzocca a quella del vescovo di Volturara. La diocesi di Volturara Appula (Fg) era stata annoverata tra quelle suffraganee di Benevento, quando papa Giovanni XIII aveva elevato questa sede a sede metropolitana, cioè nell’anno 969. A partire dalla fine del XIV secolo, anche la parrocchia di San Bartolomeo in Galdo risulterà appartenente ad essa. Divenne ben presto dimora estiva del vescovo di Volturara, per poi diventarne sede ordinaria; questa scelta fu determinata dal fatto che Volturara era “angusta, deserta e di mal aria” e perché era “un comune baronale che non offriva né casa per l’Episcopio, né mezzi di sussistenza”. Questa nuova chiesa prese origine, come già detto, da una piccola cappella di origine longobarda, sorta in una zona isolata tra i boschi, lontana dal monastero, intorno alla quale si era già sviluppato un piccolo nucleo urbano. Per le esigenze religiose del nuovo centro, nel quale erano affluiti anche gli abitanti delle zone limitrofe in via di spopolamento, la Cappella stessa venne eretta a parrocchia, con apposita convenzione, stipulata in quello stesso anno, tra l’abate di Mazzocca, Nicola da Ferrazzano ed il Vescovo di Volturara, ordinario del luogo.
I documenti storici parlano della chiesa di San Bartolomeo in Galdo come “vera Cattedra Episcopale…perché per 500 anni tenne luogo di Capitolo Cattedrale per fatto, sebbene non lo sia stato per diritto di fondazione…vi si celebravano i Sinodi diocesani ed ivi erano spediti i dispacci del Governo, le determinazioni della S. Sede ed i provvedimenti del Metropolitano di Benevento…”. Oltre al rango di Cattedrale, si fregiava anche del titolo di “Real Chiesa Badiale” oppure “Chiesa Abbaziale”, perché apparteneva alla giurisdizione della Badia di Mazzocca. Fu ben presto denominata “Chiesa Madre” perché era ed è la più grande del paese. Prima fu dedicata, come la cappella dalla quale aveva avuto origine, al solo apostolo Bartolomeo, successivamente abbinato all’eremita Giovanni, fondatore del monastero del Gualdo, divenuto compatrono del paese. A destra della facciata principale della chiesa, si erge, imponente , la massiccia torre campanaria, di notevole altezza e di origini assai remote. Certamente preesistente alla chiesa dalla quale in origine era staccata, è ritenuta avanzo di un’antica fortezza, probabilmente una torre sannitica, posta a difesa della valle del Fortore. L’attuale conformazione della chiesa è conseguente alle modifiche ed agli ampliamenti attraverso i quali, nei secoli, la stessa è stata sottoposta, sviluppandosi sul sito dell’antica cappella dedicata a S. Bartolomeo, che risulta spesso indicata in antichi “instrumenti notarili” come destinataria di donazioni costitutive di rendite parrocchiali. A confermare l’appartenenza della chiesa dedicata all’apostolo al monastero gualdense, possiamo osservare i pezzi laterali del portone principale, sui quali ritroviamo scolpito il monogramma ricavato dalle lettere F e M, iniziali di “Feudum Mazzocae”, vale a dire l’emblema dell’antico ed insigne monastero di S. Maria del Gualdo.