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Un riepilogo dei sacerdoti di origine sanbartolomeana che sono in missione nei posti più sperduti e poveri del mondo.

Iniziamo da P. Salvatore Reino, un sacerdote Rogazionista pieno di creatività, di buona volontà e di tanto spirito di adattabilità, è ormai da un po’ di anni che ha iniziato il suo apostolato in Albania. Un giovane dall’aria timida e dagli occhi sorridenti che è a San Nicola in un piccolo villaggio dove ci sono i bambini che per le strade polverose giocano a pallone scalzi, per non consumare le scarpe.
Padre Domenico Apicella è da ventisei anni in Piauì, nel cuore verde del Brasile. Vive tra gente poverissima, tra un nugolo di bambini e di bambine, per i quali la strada è casa, è famiglia, è tutto. Per anni è vissuto in una baracca senza luce, senza acqua e praticamente solo. Si è identificato in questo modo con la sua gente anzi con i più poveri. Fra Domenico è di poche parole, e aggiungo che è la sua stessa figura a incutere un certo riserbo: è ossuto, asciutto e direi, di tipo ascetico.
Padre Matteo Agostinelli salesiano è partito per l’Africa con un impegno preciso e con una dedizione totale, annunciare il Vangelo di Gesù, espandere una Chiesa che sarebbe stata più bella se tinta di un bel tratto di nero. Ha portato Gesù nelle baraccopoli e nelle capanne di paglia, ha insegnato a leggere e a scrivere a migliaia di bambini neri, è stato sempre tra i più poveri, dove c’era bisogno si è rimboccato le maniche e non si è tirato mai indietro neanche nelle situazioni più difficili. È stato per 12 anni nel cuore verde delle montagne del Lesotho, poi a Johannesburg dove attualmente vive da un ventennio.
Padre Salvatore Pacifico comboniano, un uomo esile nei lineamenti e semplice nel modo di porsi agli altri, vive in condizioni pessime quale spirito di pace tra i guerriglieri. È in Sudan nel continente africano da trent’anni.
Uomini che hanno fatto della loro vita una matita nelle mani del Signore, a questi va la nostra più grande ammirazione e il nostro più sincero ‘Grazie’.