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L’assessore Mandrone: «Servono modifiche allo strumento urbanistico, scaduto da oltre dieci anni».

L’Assemblea consiliare ha approvato recentemente gli indirizzi per il riordinamento delle zone B e C del Piano Regolatore Generale del Comune di San Bartolomeo in Galdo. Sul menzionato argomento ha relazionato ampiamente l’assessore all’Urbanistica Antonio Pio Mandrone. “La necessità di ricorrere ad uno strumento di razionalizzazione delle diverse lottizzazioni promosse dai privati in attuazione del P.R.G. – ha esordito il relatore -, si ricava dal documento che definiva gli indirizzi strategici adottato dal Consiglio comunale nel luglio 1997. Per le zone C e B si evidenziava la frammentarietà degli interventi completati, la diversità di impostazione degli schemi di lottizzazione e le soggettività gestionali degli stessi, nonché l’incompleta operatività degli strumenti urbanistici depositati”. Mandrone ha continuato dicendo che le conseguenze dello stato di fatto si rilevano sia sotto il profilo dell’assetto urbano, evidentemente poco convincente e, in diversi punti, approssimativo con preoccupanti carenze strutturali, sia sotto il profilo dell’agevole conseguimento della piena attuazione dei progetti posti in essere da parte dei privati, che spesso incontrano difficoltà nella sistemazione e delimitazione dei lotti edificati. Ha chiesto una nuova regolamentazione urbanistica per assecondare il processo di completamento delle iniziative private, evitando che gli oneri potessero ricadere sul Bilancio comunale. Ha ricordato che il piano strategico individuava delle aree di espansione (in particolare il Rione Ianziti) come zona dove era indispensabile intervenire con sistematici mutamenti di destinazione d’uso, riconoscendo il dato di fatto della proliferazione spontanea degli insediamenti artigianali e commerciali. “Alcune delle scelte – ha aggiunto Mandrone -, effettuate mediante strumenti urbanistici esecutivi o mediante piani complessi, sono state recepite dal Prusst. Altre scelte sono state tradotte in interventi diretti convenzionati, per la cui esecuzione in qualche caso si è avuta una collegata opera di infrastrutturazione”. Ha suggerito di aggiornare il quadro dei dati e del disegno definito dal P.R.G., in modo da delineare un coerente, razionale e funzionale sistema di organizzazione degli spazi urbani. “Il P.R.G., essendo stato varato da oltre dieci anni, non è in grado di limitare vincolisticamente le attività edilizie e richiede un profondo rifacimento di cui si stanno approntando gli atti preliminari. Si è formato un tessuto edilizio frammentario che andrebbe riconfigurato in un disegno compositivo più ampio, ritrovando, in una dimensione complessiva, tutti quegli elementi indispensabili alla compiuta applicazione delle previsioni urbanistiche (urbanizzazioni primarie e secondarie)”. Infine, ha detto che le lottizzazioni approvate sono state realizzate in una percentuale che va dall’80 al 95%, che vi sono poche altre possibilità edificatorie, che vi sono, poi, lottizzazioni in piccola parte attuate e quasi del tutto manchevoli di urbanizzazioni, che bisogna ricalcolare le potenzialità edificatorie e riproporre i vincoli scaduti. “Il quadro delle urbanizzazioni primarie e secondarie, così rivisto, sarà accompagnato da un regolamento che consentirà ai privati di completare la sistemazione dei rispettivi lotti senza implicazioni negative sul disegno generale dell’abitato e sulla sua coerenza normativa”. La delibera, alla fine, è stata approvata con 14 voti a favore e due astensioni.

di B.C. da “Il Sannio Quotidiano”