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La bufera che aveva investito il Consorzio per la gestione dei rifiuti nel Fortore, a seguito delle dimissioni dei due rappresentanti di San Bartolomeo, non era passeggera.

Ad alimentare il ciclone infatti sono stati anche i rappresentanti dei Comuni di S. Marco dei Cavoti, di Castelvetere e S. Giorgio la Molara, sottoscrivendo la mozione di sfiducia al Cda e facendo sì che si giungesse a un azzeramento di cariche e all’elezione del nuovo Consiglio. Il presidente Olindo Vitale, come si ricorderà, aveva espresso tutta la sua delusione per il colpo di mano messo a segno dai dissidenti perché «bastava parlarne civilmente e si sarebbe trovata la giusta soluzione». Oggi le cose sono cambiate, anche se Vitale (per tanti è ormai l’ex presidente) cerca adesso il dialogo. Si fa con insistenza, per la carica di nuovo presidente, il nome di Antonio Pio Mandrone, consigliere comunale di S. Bartolomeo. L’impressione è che i giochi sianoo ormai fatti. Una vicenda che ha comunque alimentato malumori soprattutto tra le figure apicali della politica fortorina che a quanto si dice hanno fatto di tutto per risolvere la crisi in altro modo. Ma il sindaco di S. Bartolomeo, e i rappresentanti degli altri comuni responsabili della crisi, sono irremovibili. Agostinelli asserisce che è ora di cambiare il modo di far politica e che i problemi dei singoli comuni vanno affrontati e risolti in casa propria. «Chi crede di fare il bello e cattivo tempo in casa d’altri – afferma – ha ormai le ore contate. Fino ad oggi abbiamo dovuto sottostare ad alcuni giochi politici che non hanno portato a nulla di buono per i cittadini della Valfortore, ma sono serviti solo a mantenere il potere di alcuni con scambi di cariche e altro. Oggi il Fortore ha bisogna di nuove svolte nel panorama politico. Sia la Regione che la Provincia devono sapere che noi non siamo disposti a tollerare oltre alcune importanti distrazioni e anche chi ha ricoperto cariche importanti e non ha fatto nulla per il Fortore, deve rendersi conto che si giunge al capolinea della politica perchè la gente oggi sa gestire la fiducia e sa riconoscere chi fa politica solo per la brama del potere». Agostinelli parla apertamente dell’esperienza del Consorzio. «Rappresenta – dice – un segnale per coloro i quali credono che noi non sappiamo camminare da soli. Il problema rifiuti è di estrema delicatezza e bisogna gestirlo realmente, ma acanto a questo problema pongo soprattutto anche quello dell’ospedale di S. Bartolomeo e della viabilità. Anche la sanità nel Fortore dovrà avere la sua svolta positiva. Il Fortore è stato scelto come sede ospedaliera perché distante dal centro di competenza. Invece oggi devo assistere allo smembramento logistico della struttura di S. Bartolomeo, mentre vedo potenziare altre strutture che distano da Benevento solo qualche chilometro».

di C.A. da “Il Mattino”