Lettera aperta al “Comitato dei Cittadini per la Difesa del Territorio”.

Se si può attribuire un’imprudenza al nostro sindaco e alla maggioranza da lui presieduta è quella della mancanza di comunicazione, intesa come momento di informazione.
La poca chiarezza porta a equivocare l’oggetto della discussione. Ciò premesso devo dire che come tecnico è difficile parlare delle cose senza conoscere i dati e le motivazioni, in una sola parola il perché delle cose.
Questa amministrazione, la nostra amministrazione comunale, è stata ancora una volta carente nello spiegare il perché delle cose. Con questo non voglio giudicare la bontà delle scelte della nostra amministrazione in materia di energia, ma la domanda principe a cui occorre dare una risposta è: ”A che cosa serve un piano energetico comunale a San Bartolomeo in Galdo?”.
Si legge nel deliberato che si vuole ottenere “… un piano energetico che possa sfruttare le potenzialità presenti nel territorio comunale…”. Ma un piano energetico non serve esclusivamente a questo!
E Perché farlo in un momento in cui la provincia di Benevento ha approvato (marzo 2005) la costituzione di un agenzia preposta sul territorio (Bando EIE) che tra i compiti avrà quello di redigere tali piani e coordinarli?
Individuate, comunque, tali potenzialità come si intende sfruttarle? Come si intende non creare contrasto con altre potenzialità precedentemente individuate? Spazio, quindi, alla politica. Ma oramai l’assenza della politica sul nostro territorio è un fatto noto e cronico.
Invito, pertanto, il Comitato a cui scrivo a fare politica vera e a riflettere su due fatti. Primo: il legislatore ha da tempo modificato la nostra Costituzione, mi riferisco alla devolution. Risultato: non siamo più padroni del nostro territorio, o meglio facciamo parte di un sistema individuato su base regionale. Dobbiamo renderci conto che siamo in Campania e che subiamo le scelte fatte su base regionale. Se volete un paragone siamo la “soffitta” della nostra regione dove mettere tutte le cose vecchie che non vogliono altrove. È oggi più che mai necessario passare ad altra regione? Secondo: siamo prossimi alle elezioni governative e un comitato nato in questo particolare momento difficilmente può resistere alle spinte esterne (interne) dei partiti.
L’unica soluzione per dare un concreto segnale all’intero sistema regionale di cui facciamo parte e per evitare che queste spinte esterne (interne) possano snaturare il Comitato è che lo stesso faccia un’azione politica forte e coerente: dichiarare apertamente l’astensione al voto del 9 aprile.
Solo così daremo forza alle nostre idee e potremo “punire” chi ci ha da sempre considerato un bacino di voti e nulla più. Non ci saranno strumentalizzazioni e campo libero a egocentrismi, che tentano di sfruttare i comitati come vetrine. I tempi delle formiche che accumulano e che danno senza avere sono finiti, ora è il nostro turno.

Guerino Giuseppe Groppoli