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PresepeUn poeta del presepe napoletano

La tradizione del presepe napoletano vive in un appartamento  dell'Edilnord. Gaetano Basilone, autore del presepe che “Noi Brugherio” ha pubblicato in prima pagina nel numero natalizio, porta avanti quest'arte fin da bambino. Suo padre, e prima ancora il nonno, gli hanno infatti tramandato la passione oltre a delle preziose statuine risalenti al 1800.

Zi Caito«Se mio padre potesse vedere uno dei miei presepi, morirebbe di gioia», racconta il signor Basilone, che dalle terre del Sannio, e in par­ticolare dalla provincia di Benevento, si è trasferito a Milano nel1957 per iscriversi alla Facoltà di Geologia dopo aver studiato nella splendida Amalfi. Infine è arrivato per motivi lavorativi a Brugherio, dove, adesso che è in pensione, si dedica a varie attività di volontariato e solidarietà. Il suo impegno lo dà infatti al Bosco in città con la Caritativa San Paolo, mentre con l'Avsi (Associazione volontari solidarietà internazionale) partecipa alle raccolte fondi grazie proprio ai suoi presepi. E' desiderio di Gaetano Basilone è che (da tradizione del presepe napoletano possa tornare a vivere come un tempo anche qua: negli ultimi anni ho diminuito le esposizioni, la più grande che ho allestito è stata nel 1996 al centro commerciale Kennedy quando sono stati raccolti molti soldi per l'Avsi con i quali è stato costruito un pozzo in Uganda. 1 presepi del signor Basilone hanno raggiunto una superficie di 8 metri quadri. Già solo ammirando quello che ha allestito in casa sua quest'anno, e che è stato visitato in continuazione in particolare da bambini, si rimane incantati e ci vorrebbero ore per osservare la quantità di scene presenti in 190 per 90 centimetri. «Il punto centrale è la Natività, tutto quello che sta intorno è una Napoli del 1700, periodo d'apice del presepe napoletano grazie a Carlo III di Borbone e Sant'Alfonso di Liguori, colui che scrisse la celebre canzone "Tu scendi dalle stelle” – spiega Basilone li -, i costumi e i mestieri sono quelli della Napoli del 1700. La filosofia del presepe è quella di una Napoli festosa, ma non godereccia, di una Napoli indaffarata, ma non distratta, dove tutti si adoperano per produrre il meglio da offrire al Salvatore. Il più grande collezionista di presepi napoletani è Michele Cuciniello, che nell'800 ha salvato molti pezzi dei Borbone e li ha donati al Museo San Martino di Napoli. Il segreto del presepe napoletano risiede nella sua attenzione al particolare, mentre quello che non può mancare «sono il pane, l’oste col vino, il pescatore con le reti, i pesci, lo scorrere dell'acqua e Benino, il pastore dormiente conclude Basilone, mentre maneggia con cautela una cesta di pescetti microscopici ricavati dalla pastina e la vicina ciotola di uva fatta con il miglio o i secchi di legno ricavati da pezzi della sua canna da pesca. Ogni cosa che ci circonda può diventare insom­ma una fonte d'ispirazione per Gaetano Basilone, quale, oltre a coltivare la passione per il presepe napoletano, è anche un pittore.

Da "NOI Brugheiro" di Alessia Pignoli