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  Tra gli applausi di un folto pubblico, che ha resistito nonostante il caldo, nel cine teatro comunale, la scuola di danza classica «New Dance School Arabesque» di San Bartolomeo in Galdo, ha presentato il saggio accademico di fine anno.

Tra la soddisfazione evidente mista all’emozione, Annamaria Tranfaglia, la direttrice della scuola, ha presentato le sue allieve in una esibizione brillante, incorniciando tre passi di addio di alcune delle più brave allieve: Maria Canfora e le sorelle Lara e Giuliana Marcasciano. Le tre licenziande della scuola fortorina hanno estasiato il pubblico in una visione di estrema grazia, in una performance di divertissemant tra colori ed emozioni, sulle punte di quelle scarpette di raso su cui si sostengono impegno, lavoro sacrificio e soddisfazione. Ad accompagnarle nei passi il bravissimo Nicola Assalto. Ammirando la bravura delle allieve, non deve stupire che la danza classica sia ancora così amata nonostante possa apparire distante dai modelli culturali e dalle mode oggi in voga grazie alla promessa di risultati immediati. C’è chi si avvicina alla danza classica per il portamento elegante delle ballerine, chi lo fa per i benefici di una sana attività fisica e chi sognando i successi del palcoscenico. L’insegnante Tranfaglia, ha sempre sottolineato che alla base di alcuni risultati vi sono la costanza e l’impegno richiesti a rendere più intense e durature nel tempo le emozioni provate: dai primi semplici passi alle evoluzioni sulle punte. La danza classica è arte in movimento: l’apprendimento della tecnica e dei passi, l’affinamento del senso musicale e ritmico, la cura dell’espressività ed il rafforzamento del carattere sono tutti aspetti educativi che la contraddistinguono rispetto ad altre forme di danza, o di semplice attività motoria. Sono queste le ragioni che mantengono attuale la tradizione della danza classica. Le prima fans, di queste meravigliose fanciulle sono naturalmente le mamme, orgogliose di vedere le proprie figliole volteggiare leggiadre nei loro graziosi tutù. Quando però la cosa comincia a richiedere un impegno più pesante, quando cioè gli allenamenti diventano più frequenti e tolgono tempo allo studio, allora le mamme sono meno contente. La poesia della danza classica sta nel far credere, a chi la guarda, che sia tutto facile, ma in realtà dietro ogni singolo spettacolo ci sono mesi di prove a orari estenuanti, la danza è una scelta di vita.

da "ilMattino.it" del 20/06/2009