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Presso la sala consiliare del Comune di San Bartolomeo in Galdo, si è tenuto un affollato incontro sulla problematica dei danni causati dai cinghiali che popolano numerosi l’area di ripopolamento e cattura del Fortore. Un’area totalmente ricadente nel comune di San Bartolomeo, di oltre mille ettari, di cui solo 113 boscati, il resto tutto a seminativo e terreno agrario. 

All’incontro, promosso dai coltivatori della locale sezione Coldiretti, erano presenti il sindaco di San Bartolomeo in Galdo Vincenzo Sangregorio, i dirigenti locali della Coldiretti ed il dott. Vincenzo Ianniello in rappresentanza della Coldiretti Benevento ed alcuni rappresentanti delle associazioni cacciatori e numerosi cacciatori stessi.

Il problema della presenza dei cinghiali nella zona del Fortore – si legge nella nota di Coldiretti – esiste da diversi anni, ma mai come negli ultimi tempi il continuo proliferare di questi animali rischia di mettere in pericolo anche la permanenza dell’uomo sul territorio. 

Il numero dei capi è aumentato a dismisura sia perché i “lanci” (l’incremento di nuove coppie) sono stati eccessivi rispetto all’ampiezza del territorio e sia perché le razze introdotte hanno una prolificità decuplicata rispetto a quelle autoctone e tradizionali; tutto ciò ha portato da una parte a distruggere le diverse varietà di selvaggina preesistente sul territorio facendo divenire “padrone” indiscusso il solo cinghiale che, così numeroso, per sostenersi distrugge i raccolti agricoli e diviene facile portatore di malattie oltre che pericolo anche per l’incolumità dei coltivatori stessi che abitano sul territorio.

Oltre a non esservi predatori (lupo, aquila, ecc.) anche i normali sistemi e periodi di caccia sono risultati insufficienti a controllare l’incidenza numerica dei cinghiali perciò i coltivatori in riunione hanno richiesto con forza che il problema venga affrontato con la dovuta determinazione anche con metodi non usuali. 

Nel corso della riunione il sindaco di San Bartolomeo in Galdo Sangregorio oltre a rappresentare la problematica si è impegnato ad adottare nella prima riunione utile una delibera di consiglio comunale in cui il Comune prende atto della problematica esistente e si fa carico di impegnare la Provincia di Benevento per la risoluzione della drammatica situazione. 

Il dott. Vincenzo Ianniello della Coldiretti Benevento ha prospettato alcune ipotesi di soluzione per contenere il proliferare dei cinghiali. Una prima soluzione immediata e per rispondere all’emergenza sarà quella di richiedere l’apertura straordinaria della caccia su quel territorio e solo per tale specie.

Successivamente instaurare un programmato piano di cattura con lo strumento dei “chiusini” coinvolgendo direttamente la multifunzionalità delle imprese agricole presenti sul territorio. In ultima analisi è stata anche valutata l’ipotesi di richiesta di rimozione dell’area di ripopolamento e caccia dal Comune di San Bartolomeo in Galdo.

fonte: NTR24