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Antonio da Padova è uno dei santi più amati dal popolo di San Bartolomeo. Francescano, il suo culto fu introdotto dai frati minori riformati della provincia di monte Sant’Angelo nel 1600, quando costruirono un convento poco fuori le mura del paese, nella parte alta a nord-est del borgo.La festa del 13 giugno è preceduta da una seguitissima tredicina, una pia pratica devozionale di messe e preghiere in onore del Santo.


Oggi la festa solenne è iniziata con la messa mattuttina, la classica pesca di beneficenza organizzata dall’OFS e diventata ormai una tradizione, come anche vincere una paletta per ammazzare le mosche, oppure una paletta per raccogliere l’immondizia. Ma anche se vincessi solo uno spillo non rinuncerei mai alla pesca. E’ una tradizione che spero non termini mai.
Davanti al convento c’era Padre Antonio Latella con altri amici dell’OFS che dispensavano il pane benedetto. Tradizione antichissima quella del pane benedetto di Sant’Antonio. Si narra che dopo la morte del Santo, un bambino piccolo morì annegato nel fiume, la madre disperata si rivolse ad Antonio promettendo tanto frumento quanto il peso del bambino se l’avesse rescuscitato, il Santo compì il prodigio, e da allora si portava al convento tanto frumento quanto il peso di un bambino da affidare alla protezione del Santo.



Qualche anno fa, era usanza vestire i bambini piccoli con il saio francescano e farli benedire dai frati, purtroppo è una pratica devozionale che si è ormai persa, o almeno io oggi non ho visto nessun pargolo con indosso il saio. Alle 17 il Santo sopra un tappeto di gigli è stato portato in solenne processione per le strade del paese, seguito da una moltitudine di fedeli e tra lo scampanio delle altre chiese.

 

Foto di Salvatore Picciuto