L’Amministrazione Comunale di San Bartolomeo in Galdo, nell’ambito delle iniziative in favore della terza età, ha dato avvio al servizio di telesoccorso. Una possibilità, per le tante persone anziane che vivono sole, di segnalare uno stato di emergenza ad un centro di assistenza, per ricevere soccorso.

Si tratta di un apparecchio che l’utente tiene al collo o comunque a portata di mano, che se premuto, innesca una chiamata telefonica che trasmette tramite un codice, personalizzato, le informazioni necessarie alla individuazione del chiamante. L’operatore ricevente richiama l’utente e, se non ottiene risposta, scatta il soccorso. Ma cosa assi strana, dall’ufficio assistenza sociale del comune ci hanno comunicato che la richiesta degli apparecchi è quasi pari a zero. Eppure il servizio è gratis e gli anziani sono tanti. Quali potrebbero essere le cause di questa carenza di richieste? Magari la poca informazione sul servizio? Non è dato sapere. Fatto sta che da qualche giorno, non ultimo il caso di una signora anziana colta da ictus mentre era sola in casa, episodi di malori accusati da anziani sono in aumento. Andrebbe magari intensificata l’informazione sul telesoccorso facendo capire che non è solo quella di permettere una tempestiva azione di pronto intervento, ma anche quella di dare alle persone a rischio e sole, sicurezza e tranquillità e che, a causa del loro precario stato di salute, necessitano in ogni momento di aiuto. Del resto, l’anziano, anche se vive solo ed anche in condizioni di lieve non autosufficienza, preferisce rimanere nella propria casa, in un ambiente che gli è familiare e che gli consente di mantenere le proprie abitudini piuttosto che ritirarsi in una struttura protetta. In questo caso il servizio non garantisce solo soccorso ma va visto anche come un mezzo per comunicare, in quanto consente di chiamare l’utente per farlo sentire meno solo.

fonte: Samnium.info