Vi riporto qui i titoli di due articoli del Mattino, a firma di Celestino Agostinelli. Il testo è nelle due foto a corredo.
1) Montefalcone Sabato la mobilitazione sull’emergenza strada – 2) Mobilità, la rabbia arriva a Benevento (17 gennaio)
Fortore Al palazzo del Governo incontro con un comitato di cittadini – Strade a rischio, vertice con il prefetto (18 Gennaio)

Sempre nelle stesse date del 17 e 18 gennaio 2018 sul Sannio quotidiano sono stati pubblicati tre articoli. Qui di seguto i titoli. I testi nelle foto a corredo.
1) Fortore I sindaci condividono le istanze del Comitato ‘Viabilità negata’ – Strade, Spina e Vitale sposano la protesta – “Provincia in alcuni casi tarda a spendere fondi esistenti” (17 Gennaio 2018).
2) Montefalcone di Val Fortore – Il 20 gennaio mobilitazione generale dei cittadini dell’Alto Fortore a Benevento – Emergenza viabilità, incontro in Prefettura – “Il prefetto Paola Galeone ha assunto l’impegno di farsi sentire presso la Provincia”. Nuovo confronto il 20 febbraio (18 Gennaio 2018).
3) Botta e risposta dopo l’intervento di Spina e Vitale: Ruggiero polemizza, Barile risponde (18 Gennaio 2018). Dopo aver trascorso gran parte della mattinata a postare articoli apparsi sulla stampa locale riguardo alla viabilità fortorina, approfitterò del fatto che il mio PC, anche se con difficoltà, si sta sforzando di funzionare, per postarvi due articoli freschissimi apparsi sulla stampa locale, per la precisione sul Sannio quotidiano di oggi.
Tuttavia devo ai miei pochi (5) o molti (i manzoniani 25) l’esternazioni di miei sentimenti e opinioni. Ripeto: sentimenti ed opinioni. Anche con la pretesa che le mie opinioni siano riconosciute, come è giusto, perfettamente opinabili, ma che sui miei sentimenti, meglio, il mio sentire e l’amore-odio che mi lega alla mia terra – non l’ho scelta io!, ma è la mia!!! – Baselice e la Valfortore strettamente intesa non è consentito di avere dubbi: ne sono testimoni persone, fatti e la mia storia – conosciuta o sconosciuta che sia.
Perché, in premessa, dico questo, senza che alcuno mi obblighi e neppure mi consigli a farlo?
Lo faccio perché non mi piace affatto la deriva che, per l’ennesima e ricorrente volta, la discussione su un problema così grave, così vitale sta prendendo. E’ un tritacarne che non condivido e da cui mi chiamo assolutamente fuori . E per qualche buon, a mio sentire, motivo.
Non sono nato ieri. Purtroppo per me. E quindi posso riconoscere alcuni meccanismi mediatici.
Si parte da una protesta sacrosanta. Che non è nuova, ma antica e annosa, addirittura secolare: praticamente una cancrena da tutti, in buona o cattiva fede, riconosciuta ed obiettiva: le nostre vie disastrate (e anticipo qui: mi meraviglio che ancora non si sia parlato di Sanità fortorina ed Ospedale di SBiG!).
Poi arrivano i politici militanti, al potere o all’opposizione, e tutto finisce in vacca ed in polemica: sostanzialmente in un gran polverone che, come al solito, alla popolazione lascerà solo – mavorrei con tutto il cuore sbagliarmi! – amarezze, delusioni, anche rancori ed inimicizie, ma nessuna soluzione, per ragioni obiettive, dei problemi prospettati.
E che questa sia la prospettiva probabile è ipotizzabile dal fatto che questi problemi vengano prospettati a ridosso delle prossime – ed era ora che la parola tornasse ai cittadini, espropriati per cinque lunghissimi anni del diritto di esprimere, giusto o sbagliato che fosse, il loro voto sovrano (è veramente ancora così? e per quanto tempo ancora? -.
Me ne chiamo fuori perché considero “fuori tema”, “fuori tempo” e “fuori luogo” questo dibattito e la piega che soprattutto sta prendendo.Cerco di spiegarmi con qualche piccola e sommessa domanda: alle strade comunali chi ha competenza e deve pensare? alle strade intercomunali chi deve provvedere? alle strade provinciali chi deve e con quali risorse deve provvedere? Che cos’è oggi, dopo il referendum la Provincia? Che poteri, che risorse, che finanze ha? Alle strade regionali, chi deve provvedere? E qui una domanda storica, a cui si può rispondere con nomi e cognomi di gente viva e vegeta e alla ribalta: chi rinunciò all’Anas per passare alla Regione?
Ma noi andiamo a votare per i Sindaci – e di conseguenza anche per le Comunità montane ?-, per la Provincia – del voto provinciale siamo stati espropriati, se la vedono i Sindaci tra loro -? Per la Regione? Per altro?
Noi andiamo a votare per qualcosa di molto, di molto al di sopra di queste questioni, che però le inglobano tutte, perché sono le politiche nazionali che poi condizionerrano le politiche locali di sindaci, Comunità Montane, Province e Regioni.
Allora l’unico problema di cui voglio discutere a proposito della viabilità fortorina è questo: perché la “Fottutina” (ne rivendico il marchio) è ancora ferma alla rotonda (bruttissima, disgraziata e pericolosa) a qualche chilometro da S. Marco dei Cavoti?
Desidero parlare di politiche sanitarie nazionali (perché – è venuto alla ribalta in questi giorni, ma a questo punto mi sento autorizzato a dubitare che già si sapesse – i pazienti meridionali, anche oncologici, che sono costretti a curasi al Nord, non ricevono poi un trattamento uguale? (Ma i soldi sborsati sono uguali però). Perché le Università del Sud, per politiche perverse del centrodestra – in nulla però modificate dal Centrosinistra, vi ho dedicato qualche post – sono condannate per legge alla decadenza e alla morte? Perché gli asili nido sono tutti al Nord e quindi le maestre d’asilo del Sud devono andare al Nord. Lì ci sono i posti, ma perché sono stati creati da precise politiche nordiste. A Catania, la seconda e gloriosa città della Sicilia, amministrata pure, e con occhio di riguardo, da Umberto Scapagnini (spero che la memoria non mi tradisca, è facilissimo) medico personale di Berlusconi premorto (forse mi sbaglio) al suo paziente, quanti asili nido ci sono?
E’ su queste cose che voglio discutere e confrontarmi, altro che piccoli e facili slogan. E meschine lotte di piccoli e residuali poteri. Scusate se vi ho tediato. Adesso vi posto i due articoli di oggi e per la viabilità negata – salvo la “Fottutina” – ci risentiamo dopo le elezioni. E con gli interlocutori giusti e non competenti – altra grande mistificazione di questa campagna elettorale – ma che abbiano la “competenza” e il potere decisionale in materia.
Scusatemi, ma quando parlo “ex abundantia cordis”, mi è davvero difficile frenarmi. Mi sono sforzato per tutta la vita – e mi sforzo ancora – di non essere uno dei “quattro capponi” di Renzo (Lorenzo Tramaglino, dei Promessi Sposi, non Renzi Matteo. Ormai va precisato).
Dunque ecco i due articoli sulla “Viabilità fortorina” apparsi oggi, fianco a fianco sulla pagina Fortore del Sannio quotidiano.
1) San Giorgio la Molara – Molinara. Ruggiero: “Dopo un decennio di abbandono l’opera si avvia al completamento” – Prevista la costruzione di un cavalcavia per lo sbocco nella zona Asi di Benevento. (Venerdì, 19 gennaio 2018, p. 19).
2) Montefalcone di Val Fortore – Il consigliere ha stigmatizzato l’intervento del vicesindaco di Foiano – Viabilità, Altobelli: “Sindaci censurati” – Critiche agli amministratori solo perché hanno dimostrato vicinanza ai concittadini”.
CAPPONI FORTORINI, SVEGLIAMOCI!!!