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Auguri Monti Dauni

Riportiamo gli auguri del sindaco di Biccari Gianfilippo Mignogna ai Monti Dauni, monti ai quali siamo sempre appartenuti ed dai quali ci siamo allontanati con una scelta sbagliata di cui ancora paghiamo le conseguenze.

 Tanti auguri Monti Dauni. Ve lo dico con l’affetto e la rabbia di chi vi vede belli e fragili, pieni e vuoti, leggeri e pesanti. Facciamo così. Facciamo che il 2020 vi trovi più orgogliosi, fieri e consapevoli delle vostre risorse. Più uniti, magari. Meno pavidi. Disposti a credere un po’ di più in voi stessi. Pensate a quello che avete, non a ciò che vi manca. Fate in modo che l’anno nuovo sia quello del prodigio, sia quello della Restanza. Nell’anno che viene, fate partire solo idee e progetti, non giovani e figli. Regalatevi una sfida o un sogno per cui valga la pena di lottare. E non fate calare il sipario sulle cime rotonde, i boschi verdi, i borghi di pietra. Siete uno spettacolo che non può finire. Fatevi applaudire da noi che siamo in prima fila.

Oltre 150 anni fa, i nostri notabili con il barone Martini in testa fecero carte false per farci aggregare alla neonata provincia di Benevento. Smossero mari e monti ed alla fine ci riuscirono. San Bartolomeo divenne l’ultimo paese del territorio campano ad essere annesso alla nuova provincia.

Abbandonammo la Capitanata pieni di speranza, eravamo diventati il centro più grande della provincia dopo il capoluogo e ci aspettavamo nuovi uffici statali, collegamenti viari, ferroviari, insomma i nostri politici di allora si aspettavano un futuro radioso. Ma il buongiorno si dovette vedere già dal mattino, quando Achille Jacobelli riuscì a sottrarre a San Bartolomeo la nomina di capoluogo di circondario a favore del ben più piccolo Colle Sannita, fortuna volle che l’incendiarsi del brigantaggio fece in modo che il nostro paese ospitasse una grandissima caserma dei regi carabinieri e rimanesse capoluogo. Ma le strade, le ferrovie, gli uffici pubblici che ci attendevamo non arrivarono, o meglio arrivarono solo in parte e ben presto ci furono sottratti: Pretura, Vigili del Fuoco, etc etc.

Avevamo abbandonato una provincia ove temevamo l’ombra di Lucera e San Severo e non fummo in grado di scansare l’ombra di paesini più piccoli di noi.

Paghiamo caramente il non essere più Monti Dauni, ma anche il non essere mai stati accettati dalla provincia di Benevento, se non per la messe di voti che riuscivamo a portare al caporione di turno.

Abbiamo più cose in comune con Roseto, Volturara, Volturino, Alberona che non con Molinara, Pago Veiano, Bucciano.

E’ andata così, non è possibile tornare indietro, ma nulla ci vieta di sentirci nell’anima in comunione con i nostri Monti Dauni e ringraziare chi ci porge gli auguri: Grazie Sindaco Mignogna.

Ad Maiora Ariadeno