Puoi leggerlo in circa 2 minuti :::

Entrando in Chiesa Madre dalla porta principale, sulla parete di destra troviamo una targa in latino che recita: «D.O.M. PERENNITATI MEMORIAE ERASMI FORTVNATI SVBCENTVRIONIS STREN-VISSIMI QVI RELIGIONI REGI PATRIAE AMICIS PIETATE FIDE AMORE OFFICIIS CVMVLATE SATISFECIT BLASIVS ZVRLO DAVNIAE PRAEFECTVS HVNC LAPIDEM SVI AMORIS ET DESIDERII TESTEM SEMPI-TERNVM P.C. AN. R.S. CIƆIƆCCCXXIII» ovvero «A perenne memoria di Erasmo Fortunato, valorosissimo sottote-nente, che con devozione, fede e amore compì pienamente il [proprio] dovere nei confronti della religione, del Re, della Patria, degli amici, Biagio Zurlo, intendente della Daunia, questa lapide pose a perpetua testimonianza del suo amore e del rimpianto. Anno MDCCCXXIII». Non m’ero mai posto la domanda su chi fosse questo Erasmo Fortunato subcenturione.

A seguito dell’interessamento del prof. Carmine Colella dell’Università di Napoli, ho spulciato negli archivi parrocchiali ed ho trovato l’atto di morte che così registra la dipartita del Fortunato: «A dì diciassette dicembre Milleottocento ventidue. D. Erasmo Fortunato della Città di Napoli Tenente di Cavalleria nelle Truppe dell’eccellentis.mo Sig.r Colonnello e Commissario del Re, D. P., D. Francesco dei duchi del Caretto è morto in grembo della S. M. C. e fu sepolto nella Regia Badiale Chiesa di questa Città di S. Bartolomeo in Galdo. […] in fede. Michelangelo Arcip.te D’Onofrio».

Erasmo Fortunato era un prozio del grande Meridionalista Giustino junior, e figlio del Primo   Ministro del Regno delle Due Sicilie Giustino senior, nato a Moliterno nel 1800, intraprese la carriera militare e divenne sottotenente di cavalleria. Fu aggregato alle truppe del futuro Maresciallo del Regno, allora colonello, Francesco Saverio Del Carretto che combatteva i residui briganti dauni nel nord della Puglia. Coraggioso doveva essere Erasmo ed a dispetto del suo grado, era sempre pronto in prima linea per proteggere i suoi soldati. Fu durante uno scontro con alcuni briganti in territorio di San Bartolomeo in Galdo che il 17 dicembre 1822, il 17 per lui è stato un giorno sfortunatissimo, il giovanissimo Erasmo fu colpito a morte e si decise di seppellirlo nella Regia Chiesa Badiale attuale Chiesa Madre di SBiG. Biagio Zurlo intendente della Daunia pose in sua memoria la lapide che leggiamo tuttora.