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Con recente provvedimento del Commissario di Governo per l’emergenza rifiuti è stato disposto il divieto di continuare ad utilizzare la discarica di contrada «Vallocchione», nel territorio comunale di S. Bartolomeo in Galdo.

Quella struttura, che, stando alle previsioni, doveva rimanere al servizio di pochi comuni della Valfortore, è infatti divenuta satura nel giro di poco più di un anno, perché un po’ per volta anche altri centri del Sannio e di altre province sono stati autorizzati a sversarvi i loro rifiuti. In attesa ora dell’attuazione del progetto della messa in sicurezza della discarica, i rifiuti continuano ad affluirvi, ma vengono scaricati direttamente in containers, che si provvede poi a trasferire a Casalduni, dove funziona l’impianto di termodistruzione. A buon punto intanto i lavori per la costruzione dell’oasi ecologica nella zona del Pip, destinata a funzionare da impianto di compostaggio, e dove dovrebbero arrivare già differenziati rifiuti a secco (plastica, cartone, legno, vetro, ferraglia etc).
Quanto alla discarica, è auspicio comune che si provveda al più presto alla sua copertura, giacché attualmente gli effluvi della massa di immondizie incidono negativamente sull’igiene pubblica e sulla vivibilità dell’area, considerato che nei pressi ci sono aziende rurali e fabbricati ad uso abitativo. Ma al di là degli effetti più evidenti, c’è il timore che, a lungo andare si determinino fenomeni di infiltrazione gravemente nocivi per l’equilibrio ambientale: di qui le continue proteste soprattutto da parte di quanti abitano la zona a monte della discarica.