Se ne è andato anche il 2002: e un altro anno si va ad aggiungere ai quaranta e più di attesa per la popolazione della Valfortore di un servizio sanitario degno di tale nome e atto a salvaguardare il diritto alla salute e alla vita.

I lavori alla struttura ospedaliera sono ancora in corso e di conseguenza slitta la consegna delle chiavi da parte dell’impresa appaltatrice. Né si hanno notizie di provvedimenti regionali in ordine a finanziamemti all’Asl finalizzati all’attivazione del Presidio Ospedaliero aperto al territorio, fatto apparire all’inizio dell’anno 2002, come l’unica migliore alternativa sia all’ospedale, sempre e solo sognato, sia al Pronto Soccorso Attivo, che a suo tempo la stessa Regione aveva deliberato fosse istituito a San Bartolomeo. Bisogna dare perciò ragione al sindaco Marcasciano che, al momento della proposta di rimodulazione del progetto iniziale, comportante una diminuzione del numero dei posti letto, onde consentire più facilmente il finanziamento della Regione, ebbe ad esporre la sua contrarietà e a dichiarare che il tutto era un solo modo «di gabbare per l’ennesima volta la popolazione del Fortore». Ora non sembra ipotizzabile una effettiva completa attivazione dell’ospedale. Si sta parlando, infatti da qualche tempo della istituzione solo di un centro dialisi, che pure varrebbe ad andare incontro alle esigenze di molti pazienti, ora costretti a ricorrere agli ospedali di Campobasso o Foggia. Occorre anzitutto attendere la chiusura del cantiere e vedere finalmente il fabbricato libero dalle impalcature, dalle attrezzature e da tutto il materiale di scarto accumulato negli spazi adiacenti. Operazioni queste, che richiedono tempi adeguati, compreso quello necessario per la pulizia degli interni, che debbono essere agibili sotto ogni punto di vista. Ma il problema principale è legato ai finanziamenti regionali, senza dei quali l’Asl non può avviare i concorsi per l’assunzione del personale medico e paramedico. Concorsi poi che non si sa se da attivare sulla base delle domande già presentate relativamente a bandi apparsi sul Burc o da bandire ex novo in rapporto ai posti in organico, che non sono più quelli iniziali. Come si evince, sono veramente scarse le possibilità che il nuovo anno possa coincidere con la nascita di un servizio sanitario quale atteso da sempre dalla gente.