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L’Agri.Co.P di Biagio e Giovanni Agostinelli sita a San Bartolomeo è volta alla valorizzazione delle colture pregiate, alla coltivazione sperimentale del tartufo autoctono, ad impianti di tartufaie con piantine micorizzate autoctone e alla preparazione di specialità a base di tartufi e funghi.

La ricerca dei tartufi è una tradizione che richiama giornate immerse nella natura e nel canto dei boschi e delle sue creature, richiede pazienza e tranquillità, attimi da gustare intensamente, a volte premiati dai rari e preziosi frutti della ricerca. Conoscere il bosco è essenziale, l’ambiente che il tartufaio frequenta è uno spettacolo naturale che deve rispettare. Negli incolti di queste colline e nei boschetti il tartufo vive in simbiosi con le radici di alcuni alberi, si tratta in particolare di roverelle, cerri, carpini, faggi, noccioli e lecci.
La vegetazione erbacea nell’area di crescita del tartufo si presenta solitamente in lupinella, trifoglio bianco e giallo, crocetta, pilosella, rosmarino, artemisia e asperella. Il tartufo che è possibile trovare nell’Alta Valle del Fortore è il Tuber Aestivum volgarmente denominato Scorzone, presenta una scorza verrucosa di colore nero e una polpa chiara che va dal nocciola al bruno, solcata da venature bianche. I tartufi di dimensioni maggiori sono della grandezza di una mela. Il profumo è leggero, aromatico e gradevole. A parte una breve pausa nel periodo primaverile è possibile trovarlo tutto l’anno. Posti ideali per la sua crescita sono i boschetti e i valloni con microclima caldo umido.
Molte sono in natura le specie di tartufi, ma quelle pregiate si limitano a poche unità: tartufo nero pregiato, tartufo bianco pregiato, bianchetto o marzuolo, scorzone e tartufo invernale. Al tartufo si attribuiscono proprietà afrodisiache.La ricerca dei tartufi va effettuata con il cane,raccogliendo il tartufo solo dopo che il punto esatto di crescita è stato segnalato.E’ deleterio infatti scavare o vangare a caso nelle tartufaie conosciute alla ricerca dei tartufi,perché si distruggono le radici e quindi le tartufaie stesse.
Quando è possibile occorre togliere il tartufo con le mani,oppure con il vanghetto,usando tutte le avvertenze possibili per non scavare buche troppo larghe e soprattutto senza distruggere le radici presenti che sono già micorrizate.Una volta cavato il tartufo,è indispensabile richiudere a regola d’arte la buca con la stessa terra originaria, una buca lasciata aperta rappresenta una diminuzione nella produzione tartuficola dell’area nei successivi anni.Per andare a tartufi è indispensabile la presenza del cane addestrato a questo specifico scopo.
Ogni tartufaio ha un proprio sistema che per lo più tiene riservato e che non comunica ad altri per il semplice motivo che ogni rapporto cane-uomo-tartufo è del tutto originale e varia specialmente con la fantasia dell’uomo e con l’accondiscendenza o mansuetudine del cane.Nei confronti del cane l’atteggiamento deve essere fermo,il più possibile costante,ma anche tenero nei momenti opportuni.Il cane deve capire a chi obbedire e non bisogna disorientarlo con un comportamento incostante;occorre invece dargli le indicazioni con calma,rendergli facili i comandi ripetendoli continuamente;spesso una lode meritata,una carezza,sono più importanti degli ordini ripetutamente urlati.In definitiva per avere il massimo di rendimento,occorre essere il miglior amico del cane!Per l’addestramento generalmente si inizia quando il cane è un cucciolo di pochi mesi di vita,e se è ben condotto esso inizia a dare i primi risultati dopo qualche mese e comunque una buona esperienza di ricerca non si forma prima di due-tre stagioni di lavoro.Quasi sempre le femmine sono più precoci ed anche più obbedienti dei maschi che risultano più distratti ed interessati ad altri fenomeni,però più spesso quest’ultimi emergono per capacità nelle ricerche difficili.
Per la ricerca dei tartufi,è opportuno che le dimensioni del cane non siano eccessive ed il mantello sia folto ed ispido,per potersi facilmente muovere in ogni ambiente senza troppe difficoltà.Si possono avere ottimi risultati con bracchi, pointer,cocker, spinoni e con il lagotto,una razza appositamente selezionata per la ricerca del tartufo, ma anche i meticci vanno bene.
L’Agri-Co.P di Gino e Giovanni Agostinelli sita a San Bartolomeo è un’azienda agricola ha origine dalla passione per la raccolta di funghi e tartufi e dall’amore per la natura e i placidi paesaggi della campagna. L’obiettivo che si prefigge è quello di allietare i palati più raffinati e i buongustai con il sapore di questi preziosi frutti. Nella ricerca dei tartufi è opportuno rispettare le disposizioni normative in materia e vigilare invitando anche gli altri tartufai a farlo.
Per informazioni dettagliate manda un e-mail a:
giovanniag@go-web.net