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Poche righe che evidenziano la mia grande stima per Alfredo Del Re e pochi aggettivi per designarlo: professionalità e raffinatezza.

In un’epoca dove il tempo scorre scandito dai ritmi frenetici del consumismo è giusto ricordare chi ha contribuito alla cultura della propria comunità.
Comunità a cui si appartiene ancora di più, quando un membro improvvisamente viene a mancare. Scorrendo gli articoli di questo sito ci accorgiamo che manca il tocco professionale e raffinato di Alfredo Del Re.
Il direttore è così che lo ricorderemo non solo per l’amore profuso nella sua professione, ma per la sua figura familiare, cordiale che ormai faceva parte integrante del nostro paesaggio. E’ triste leggere “Il Mattino” e notare che la sua inconfondibile firma non c’è più, ritagliare quel suo ultimo angolo di vita scoprendo che sino all’ultimo ha scritto per quel giornale.
E’ l’amore per la vita, per gli altri, per la cultura che ha reso grande questo uomo e che ci lascia un grande vuoto.
Ogni uomo che muore ha un’eredità da lasciare costituita non tanto dalle sue cose, ma da se stesso. Per questo egli muore di meno, perché vi è qualcuno che lo raccoglie in sé incarnandone il valore come se quella vita non fosse finita.
Alfredo Del RE ci lascia i suoi scritti da cui abbiamo tanto da imparare perché grazie al suo esempio avremo sempre sete di sapere.